Il suicidio del giudice Vincenti, la rabbia degli amici: "E' stato isolato dai colleghi"

L'ex capo dei gip si è lanciato dal balcone di casa in via Rapisardi. Era indagato, con il figlio, per la presunta fuga di notizie sul crac Zamparini. "Alla festa per la pensione non si era presentato nessuno dei colleghi, tranne uno"

Cesare Vincenti

Incredulità, rabbia, dolore. I "non ci credo" e i "non doveva andare così" detti a mezza voce si accavalano ed echeggiano tra i corridoi del palazzo di giustizia ma non solo. La notizia del suicidio, intorno a mezzogiorno, dell'ex capo dei gip Cesare Vincenti, ha fatto il giro della città. Vincenti si è lanciato dal balcone di casa in via Rapisardi, nella zona di via Sciuti. Sul posto sono arrivati, oltre alle forze dell'ordine e al medico legale, anche il questore Renato Cortese, il procuratore capo della Procura Francesco Lo Voi.

Si è lanciato dal balcone di casa sua

Vincenti era un magistrato di lungo corso ed era da poco andato in pensione. Sulla sua carriera c'era però un'ombra: era indagato con il figlio Andrea, avvocato anche lui, dalla Procura di Caltanissetta per corruzione e rivelazione di notizie riservate nell'ambito dell'indagine sulla presunta fuga di notizie relativa all'ex patron del Palermo Maurizio Zamparini. E, tra chi è corso sotto casa del giudice, adesso c'è chi parla di "isolamento" da parte dei colleghi. Tanto che aveva organizzato al Palazzo di giustizia una festa di commiato per la pensione ma non si era presentato nessuno dei colleghi, tranne uno. Sono andati solo i dipendenti amministrativi. Chi lo ha visto di recente lo descrive come "molto depresso e dimagrito". 

La famiglia: "Era depresso ma l'indagine non c'entra"

"La morte di Cesare Vincenti mi sconvolge profondamente. Non ho parole", scrive su Facebook Stefano Giordano, legale dell'ex 007 Bruno Contrada. "Il gesto del galantuomo presidente Vincenti - dice - sembra essere un gesto di un uomo di altri tempi, che si ribella contro l'ipocrisia di un mondo in cui lui era controcorrente. Spero che chi lo ha lasciato solo in vita abbia il pudore di non fare passerelle nel momento delle sue esequie. La sua tragica morte - aggiunge - dovrebbe farci riflettere sulle conseguenze dei processi mediatici. Vincenti come Mimmo Signorino? Le mie condoglianze al figlio Andrea".

La Camera penale del giudice ricorda il "tratto signorile e il suo ruolo di terzietà, rispettoso di tutte le parti del processo" ed "esprime il proprio cordoglio, non sottacendo che tale evento costituisce la conseguenza di un perverso circuito mediatico-giudiziario che travolge vita e affetti senza alcun discernimento. Il principio costituzionale di non colpevolezza, unico strumento di contrasto alla gogna mediatica, è un segno di civiltà che deve essere richiamato e ribadito in momenti drammatici come questo. Una tragedia che si consuma subito dopo il trentennale della scomparsa di Sciascia, che della nostra terra contemporanea ha saputo evidenziarne tratti, contraddizioni e crudeltà".

Anche il Consiglio dell'Ordine degli avvocati "preso atto della tragica notizia esprime la sua solidarietà ai familiari, ai colleghi Andrea e Federica, ai quali trasmette la vicinanza di tutti gli iscritti. Dedica alla memoria del dottor Vincenti un minuto di silenzio prima dell'inizio della seduta".

(Fonte AdnKronos)

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Articolo aggiornato alle ore 18,11 del 21 novembre 2019

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