"Sud e Futuri", a Palermo il meeting internazionale della fondazione Magna Grecia

Dal 4 al 6 ottobre al Mondello Palace Hotel si discuterà della questione Meridionale e dall'analisi del presente verranno individuate le azioni necessarie per invertire la rotta

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PalermoToday

E' stata presentata stamattina a Palermo a Palazzo Branciforte “Sud e Futuri”, la tre giorni che vedrà la città protagonista del dibattito internazionale. “Il Sud non ha un futuro, ne ha tanti. Questi futuri possibili sono quelli che cercheremo di disegnare, ponendone le fondamenta, tavolo dopo tavolo”: la “scommessa della Fondazione Magna Grecia” è stata illustrata dalla giornalista e scrittrice Paola Bottero, che ha stimolato i relatori in conferenza. “È una scommessa che abbiamo iniziato da un po’ di anni” esordisce Nino Foti, presidente della Fondazione Magna Grecia “fondando un laboratorio assieme all’Eurispes, Labsud. L’obiettivo è quello di affrontare in maniera scientifica la situazione del Sud”.

Sud e Futuri, I Annual International Meeting, dal 4 al 6 ottobre al Mondello Palace Hotel, organizzato dalla Fondazione Magna Grecia, partirà dalla questione del Mezzogiorno e dall’analisi del presente per arrivare, attraverso la proiezione di un futuro migliore, all’individuazione delle azioni urgenti e strategiche necessarie per invertire la rotta. “Il report che presenteremo all’apertura del convegno” ha spiegato Foti “fornirà un quadro del Mezzogiorno da qui a vent’anni. È un grande punto di partenza: ci fornisce la direzione dove andare. Una proiezione positiva possibile, se si attiva un circuito produttivo intelligente che fondi i suoi cardini sull’innovazione e sull’intelligenza artificiale. Ma non solo, che sia in grado di sfruttare le potenzialità del Sud, basti pensare che deteniamo il 52% dei beni archeologici”.

La crescita del Mezzogiorno secondo Foti “è stata frenata dalle incapacità, dalle incompetenze della politica in primis e della classe dirigente, ma anche della burocrazia”. Una burocrazia “che al Sud non siamo riusciti ad estinguere” ha detto Giovanni Immordino, presidente dell’Ordine degli avvocati di Palermo, che ha proseguito: “La lotta alla mafia è importante, va fatta e potenziata, ma è importante anche la lotta anticipatoria, che è quella posta in essere dalle autorità amministrative. Non solo: occorre creare le condizioni perché le opere pubbliche non ne abbiano uno svantaggio. Le opere finanziate vanno realizzate”.

Avvocati e giornalisti potranno avvalersi dei crediti formativi per la partecipazione alle tavole di SUD e FUTURI. Il presidente dell’Ordine dei giornalisti della Sicilia Giulio Francese ha spiegato: “Sono contento di sostenere iniziative come questa, che guarda al Sud immaginandone un futuro. Non è un momento felice per la stampa, qui al Sud ancora peggio. Molte voci si spengono, come quella dell’edizione nella parte orientale del Giornale di Sicilia. Si taglia l’informazione in un territorio dove occorrerebbe moltiplicarla. Fortunatamente il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ci ricorda continuamente il ruolo importante che ricoprono i giornalisti”.

Severo il giudizio di Saverio Romano, vicepresidente della Fondazione Magna Grecia e responsabile del dipartimento Mezzogiorno di Eurispes, già ministro del Mezzogiorno: “Il Mezzogiorno è in queste condizioni soprattutto per gli errori commessi dalla sua classe politica. Vi sono diversi possibili modelli di sviluppo per la parte meridionale del Paese. Se non si vuole rischiare di rimanere fuori dalle dinamiche politiche ed economiche più significative, servirà adottarne uno al quale uniformarsi. Il meeting non vuole essere un’iniziativa rivendicativa né un’analisi fredda di dati e numeri ma, piuttosto, un confronto sulle potenzialità, sulle vocazioni dei singoli territori, sul livello di infrastrutturazione materiale e immateriale, sul contrasto alla burocrazia improduttiva e inefficiente e alla corruzione, sulla valorizzazione dei beni culturali”.

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