Carabinieri accusati di stupro a Firenze, uno dei due è palermitano

Si tratta di un carabiniere scelto di 32 anni. Insieme al suo collega, un appuntato scelto originario di Prato, avrebbe abusato di due ragazze americane in Italia per motivi di studio. I due sono stati immediatamente sospesi dal servizio

E' palermitano uno dei due carabinieri accusati di avere abusato sessualmente di due turiste nella notte tra mercoledì e giovedì scorso a Firenze. Secondo quanto riporta il quotidiano fiorentino La Nazione, i due militari coinvolti sono l’appuntato scelto Marco Camuffo, originario di Prato, e il carabiniere scelto Pietro Costa, 32 anni, nato a Palermo. I due sono stati immediatamente sospesi dal servizio.

I fatti

All'alba di giovedì due ragazze americane di 19 e 21 anni si sono presentate alla polizia di Firenze denunciando di essere state violentate da due carabinieri. Le giovani, due ragazze americane in Italia per motivi di studio, hanno detto di essere state avvicinate dai carabinieri fuori da una discoteca. I militari erano in divisa, con l'auto di servizio e si sarebbero offerti di accompagnarle a casa. La violenza sarebbe avvenuta nell'androne dello stabile. 

Le ammissioni

Il più alto in grado, l’appuntato scelto, si è presentato spontaneamente in Procura accompagnato dal suo legale. Ha ammesso davanti ai magistrati di aver avuto un rapporto sessuale con una delle due ragazze, ma sostenendo che la giovane fosse consenziente. "Non sono un mostro - ha detto - so di aver fatto una cosa inqualificabile, ma lei era consenziente. Mi sono fatto trascinare in questa situazione, non so neanche io perché, ma sono state loro a invitarci a salire a casa". Il più giovane invece ha negato ogni accusa, ma senza rendere dichiarazioni spontanee. Il procuratore capo Creazzo dice di attendere che lui si presenti, altrimenti sarà convocato. Ma il 32enne dopo i tentennamenti di questi giorni, ha fatto sapere di voler rispondere alle domande dei pubblici ministeri.

Il suo collega sostiene di aver visto che entrava con la giovane in ascensore ma di non sapere che cosa sia successo. La studentessa invece non ha dubbi: mi ha violentata. Versione ovviamente che dovrà essere accertata. Di certo c’è che nessuno dei due aveva fatto cenno con i superiori a quanto accaduto quella sera. Ecco perché, già nei prossimi giorni saranno interrogati anche dal procuratore militare Marco De Paolis e dal sostituto Antonella Masala, titolare del fascicolo. Entrambi sono indagati dalla procura militare di violata consegna e peculato. Contestato l’uso dell’auto a fini privati e la mancata comunicazione alla sala operativa sull’intervento in discoteca.

Le reazioni

Condanna unanime, ma anche lavolontà di attendere l'esito delle indegini, dai vertici delle istituzioni e dell'Arma. Per il ministro Roberta Pinotti: "Quanto successo a Firenze è di una gravità inaudita. Seguiamo il lavoro che sta facendo magistratura ma saremo ovviamente inflessibili". Per il generale Tullio Del Sette, comandante generale dell'Arma, "è un grande dolore vedere come basti il comportamento indegno, illegittimo e immorale di un qualche carabiniere, per oscurare il lavoro che compiono giorno e notte centomila uomini. E' imperdonabile, anzitutto per noi, il grave danno che stanno facendo all'Arma. Questi fatti ci feriscono nel prestigio, gravemente".

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Il Comune di Firenze si costituirà parte civile nell'eventuale processo contro i due carabinieri. Il sindaco Dario Nardella ha dato mandato agli uffici legali di Palazzo Vecchio di preparare gli atti in caso di rinvio a giudizio sulla vicenda che vede indagati due carabinieri per la violenza sessuale nei confronti di due studentesse.
 

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