Il depistaggio dopo la strage di via D'Amelio, al via processo: Viminale chiede 60 milioni di risarcimento

Alla sbarra i tre poliziotti Fabrizio Matteo, Michele Ribaudo e Mario Bò. Sono accusati di avere costruito ad arte un falso pentito, Vincenzo Scarantino, e aggiustato i suoi verbali per suggerire persone da incolpare

Fiammetta Borsellino in aula

Ha preso il via davanti al tribunale di Caltanissetta il processo a carico dei tre poliziotti accusati di essere tra gli autori del depistaggio delle indagini sulla strage Borsellino. Il Viminale, attraverso i suoi legali, chiede ai tre poliziotti un risarcimento di danni per circa 60 milioni di euro "per danno all'immagine''. Alla sbarra Fabrizio Matteo, Michele Ribaudo e Mario Bò.

Non solo il Viminale. Anche i familiari dei poliziotti di scorta uccisi nella strage chiedono di costituirsi parte civile, oltre all'unico superstite della strage, Antonino Vullo, e il Comune di Palermo. Il collegio del tribunale, presieduto da Francesco D'Arrigo, deciderà sulle questioni preliminari nella prossima udienza, che si terrà il 26 novembre. Presente anche oggi la figlia del giudice ucciso, Fiammetta Borsellino che chiede "più celerità" sui tempi.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • La lite dopo gli insulti alla moglie, sparatoria allo Zen: fermato un pregiudicato

  • Si cercano portalettere, Poste Italiane assume anche a Palermo

  • Allo Zen si torna a sparare, 48enne grave in ospedale

  • Centro Convenienza chiude e non consegna i mobili già pagati: "Clienti truffati"

  • Falliscono colpo in casa e si "imbucano" a veglia funebre per evitare i carabinieri, 2 arresti

  • "Violenza sessuale su una paziente": polizia arresta un medico

Torna su
PalermoToday è in caricamento