Quella Giulietta imbottita di tritolo: 55 anni fa la strage di Ciaculli, quando l'Italia scoprì la mafia

Commemorate le vittime. Nell'esplosione rimasero uccisi sette uomini tra carabinieri, poliziotti e militari dell'Esercito. Fu l'apice della prima guerra di mafia

Un momento della commemorazione a Ciaculli

Una ferita lunga 55 anni. Era il 30 giugno 1963 quando nella zona di Ciaculli un'Alfa Giulietta, imbottita di tritolo e parcheggiata nei pressi dell’abitazione di un parente del boss mafioso Salvatore Greco, esplose provocando la morte di sette tra carabinieri, poliziotti ed artificieri dell’Esercito. Un evento passato alla storia come “strage di Ciaculli”, perché fu uno dei fatti più salienti che caratterizzò la prima guerra di mafia. 

Commemorate questa mattina le vittime della Strage. La cerimonia al cippo posto a memoria dell'eccidio. Gli onori militari, per la deposizione delle corone ai caduti, sono stati resi da un reparto interforze formato da militari dell'Esercito, dell'Arma dei carabinieri e da agenti della polizia di Stato, alla presenza dei familiari e delle più alte cariche civili e militari cittadine. Quel giorno persero la vita il tenente dei carabinieri Mario Malausa, i marescialli Silvio Corrao e Calogero Vaccaro, gli appuntati Eugenio Altomare e Marino Fardelli, il maresciallo dell'esercito Pasquale Nuccio e il soldato Giorgio Ciacci. 

Le indagini dell'epoca ipotizzarono un mancato attentato preparato dal clan di Cavataio e Buscetta contro il rivale boss di Ciaculli Salvatore Greco. Nel 1984 Masino Buscetta, dopo essere diventato un collaboratore di giustizia, ha dichiarato che Michele Cavataio era l'unico responsabile. Nel 2011 ai militari uccisi in quella tragica giornata, è stata concessa dal presidente della Repubblica la Medaglia d'Oro al merito civile alla memoria.

Stamattina, in occasione del 55° anniversario, hanno partecipato alla commemorazione il generale di Brigata Riccardo Galletta, comandante della Legione carabinieri Sicilia; il comandante militare dell’Esercito in Sicilia generale di Brigata Claudio Minghetti; Giancarlo Trotta, comandante provinciale della guardia di finanza di Palermo, Giuseppa Scaduto, vicario della Prefettura di Palermo, Iolanda Riolo, assessore comunale in rappresentanza di Leoluca Orlando, Dario Sallustio, vicario della Questura di Palermo e altre autorità civili e militari.

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