Falcone, i ragazzi e una città che non dimentica: Palermo celebra un altro 23 maggio

Arrivate le Navi della Legalità, poi tutti in Aula bunker. Orlando: "Siamo qui per ricordare che questa città è cambiata". Mattarella: "Quella che arriva oggi è una risposta forte, significativa, vincente e che potrà sconfiggere la paura della mafia"

Il minuto di silenzio all'Albero Falcone

Ventisette anni dopo la strage che il 23 maggio 1992 segnò la storia della Repubblica, Palermo non dimentica il sacrificio di quegli uomini e quelle donne che diedero la loro vita nella lotta alla mafia. Previste numerose iniziative nell'ambito della manifestazione #PalermoChiamaItalia. Quella di oggi è una lunga giornata di celebrazioni.

LA DIRETTA

18.27 - "Questa é la terra dell'accoglienza, gli unici migranti che dobbiamo temere sono i nostri ragazzi che ogni anno se ne vanno a lavorare all'estero". Un applauso scrosciante ha accolto le parole pronunciate, sotto l'albero Falcone, dal presidente del Centro Pio La Torre Vito Lo Monaco.

18.10 -  "Spero che la commissione Antimafia mi convochi al più presto perché ci sono tante verità che ancora non sono
conosciute" . Così Giuseppe Costanza, sopravvissuto alla strage di Capaci, ha parlato dal palco allestito sotto l'albero Falcone. 

18 - "E' stata una giornata importante per la città perché ancora una volta Palermo ha ribadito che contro la mafia e le mafie occorre intransigenza, occorre non fare sconti ad alcuno, occorre che le Istituzioni non diano segni di cedimento, ne tanto meno di ambiguità, copertura e connivenza, non solo con le organizzazioni criminali, ma anche con la loro cultura fatta di negazione del diritto e dei diritti". Così il sindaco Leoluca Orlando, presente ai piedi dell'albero Falcone.

Palermo si riunisce sotto l'albero Falcone | Video

17.58 - Iniziato il minuto di silenzio davanti all'Albero Falcone. I nomi delle vittime della strage di Capaci sono stati letti sul palco da alcuni bambini che hanno partecipato a "PalermochiamaItalia". - GUARDA LA DIRETTA | VIDEO

17.55 - "Oggi è cambiato anche il clima, come se ci fosse un rispetto di tutto e tutti per questa giornata. Siete migliaia qui ma in realtà siete decine di migliaia che oggi credono che la mafia si può combattere, che possiamo strappare dalle mani della mafia la nostra libertà". Così il procuratore nazionale antimafia Cafiero De Raho parlando all'albero Falcone.

17.52  -"La nostra vita sarà più gioiosa se ci libereremo dalla mafia". Così Maria Falcone, visibilmente commossaha parlato dal palco allestito sotto l'albero Falcone. "Ho quasi la sensazione oggi di vedere Giovanni che esce dal portone con le sue cartelle sotto braccio", ha aggiunto.

23 maggio corteo 13-2

17.40 - Abbracci, strette di mano e foto per il presidente della Camera Roberto Fico, che ha appena raggiunto l'albero Falcone in via Notarbartolo insieme al colorato serpentone di studenti partito dal carcere Ucciardone. La terza carica dello Stato ha percorso l'intero tragitto, per lui una "prima volta" al corteo. Un bagno di folla che replica quello di stamani all'uscita dell'aula bunker, dove il presidente della Camera si è fermato a parlare anche con Sonia e Gaia, due alunne di 10 e 11 anni della scuola Buonarroti di Passo di Rigano. Con loro ha ammirato il dipinto realizzato dalle quinte classi dell'istituto: un invito alla denuncia e alla lotta alla mafia.23 maggio corteo Fico-2

17.30 - Ai piedi dell'albero Falcone c'è anche la campionessa olimpica di scherma Valentina Vezzali. Visibilmente emozionata, ha incontrato Maria Falcone e si è intrattenuta con lei per diversi minuti: la sorella del giudice ha raccontato alla campionessa alcune
vicende sportive del fratello, elogiandone le doti. “È molto bello essere qui a Palermo oggi - ha detto la Vezzali - ricordare quello che hanno fatto questi eroi dalla terra in cui lo hanno fatto è davvero speciale. È importante non dimenticare, ma ancora di più lo è ricordare ogni giorno il sacrificio di questi uomini”. 

In mattinata la campionessa aveva visitato la scuola Ciro Scianna di Bagheria per l’evento "Una stoccata per la legalità" e poi era salita sul palco allestito in piazza Magione.

17.20 - "Mi tiro le orecchie da solo, la responsabilità è mia...". Così il ministro Matteo Salvini risponde ai giornalisti che gli chiedono se non sia stato un errore inserire la tappa di Palermo per le commemorazioni tra gli appuntamenti elettorali.

16.30 - "Oggi è una giornata da ricordare con grande dolore. Questa giornata ripercorre un dramma che andrebbe ricordato ogni giorno. Ogni giorno dovremmo ricordare come agisce la mafia, dovremmo tenere impresso nella nostra memoria l'amore e la dedizione che alcuni uomini e alcune donne hanno avuto per questa terra. Hanno perso la loro vita per difendere dei valori e questo deve essere per noi la forza, deve essere ciò che muove la nostra passione per portare avanti ciò che loro hanno iniziato". Lo afferma Valeria Grasso, testimone di giustizia e capofila del progetto Musica & Legalità.

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16.10 -  Lenzuoli bianchi simbolo della resistenza antimafia di Palermo appese ai balconi lungo il tragitto del corteo partito dall'Aula bunker del carcere Ucciardone. Tanti i cittadini che applaudono dai balconi e dalle finestre al passaggio del colorato serpentone. 

Striscioni anti Salvini, Gabrielli: "Mai dato direttive repressive"

16 - Cori, palloncini e striscioni per ricordare "Giovanni e Paolo", la musica, i palloncini colorati. E' partito dall'aula Bunker del carcere Ucciardone di Palermo uno dei due cortei che raggiungerà l'albero Falcone, in via Notarbartolo, simbolo da anni della resistenza antimafia. Il colorato serpentone, che si ricongiungerà durante il tragitto con l'altro corteo partito da via D'Amelio, luogo in cui il 19 luglio di 27 anni fa perse la vita giudice Paolo Borsellino e i suoi "angeli" custodi, è aperto da uno striscione con su scritto "Insieme per non 
dimenticare" con le immagini dei giudici Falcone e Borsellino, Francesca Morvillo e gli agenti di scorta. A reggerlo ci sono, tra gli
altri, Maria Falcone, sorella del giudice antimafia, Nando Dalla Chiesa e il procuratore nazionale antimafia, Federico Cafiero De Raho 
e il presidente della Camera, Roberto Fico. Qualche fila più indietro anche il segretario del Pd, Nicola Zingaretti.  La canzone "Cento 
Passi" alternata ai cori "Palermo è nostra e non di Cosa nostra" e "Lezione di vita e lezione di coraggio" anima il cammino lungo via 
Duca della Verdura. Qualcuno intona anche Bella ciao. Appesi ai balconi i lenzuoli bianchi della legalità simbolo della Palermo che 
non si arrende alla mafia. 

Via D'Amelio 2019-3

15.30 - "L'unica certezza è che Salvini e Di Maio stanno frenando l'Italia con un gioco al massacro che sta facendo pagare al Paese un prezzo enorme in termini di credibilità. Quello che sta avvenendo è abbastanza grottesco. Mai era successo nella storia della Repubblica che un governo arrivasse alle elezioni così poco convinto di quello che ha fatto da non parlarne preferendo amplificare le polemiche". A dirlo all'Adnkronos è stato il segretario del Pd, Nicola Zingaretti, a Palermo per partecipare alle celebrazioni per il 27esimo anniversario delle stragi di Capaci e via d'Amelio. Per Zingaretti "La lotta alla mafia non può essere celebrazione. I depistaggi fanno parte della storia d'Italia, ma la vera differenza rispetto alle stragi di quegli anni è che è esplosa una presa di coscienza degli italiani e delle nuove generazioni, come mai era avvenuto nella storia della Repubblica".

15.15 - Selfie anche al Giardino del Reparto Scorte della Caserma Lungaro per il ministro dell'Interno Matteo Salvini. Dopo un incontro in forma privata con alcuni familiari delle vittime, il ministro si è spostato nel giardino dove si è fermato a parlare e scattare foto con alcuni bambini. "Tenete per il Milan?" ha chiesto Salvini. "No per la Juve" hanno risposto i bambini. "Che degrado" ha commentato sorridendo il capo del Viminale.

15 - Il ministro dell'Interno Matteo Salvini ha deposto una corona di fiori nel Reparto Scorte 'Martiri di Capaci e via D'Amelio' della caserma Lungaro. Salvini era accompagnato dal prefetto Antonella De Miro, il questore Renato Cortese, il capo della polizia Franco Gabrielli e il presidente della Regione Nello Musumeci. Il governatore ha scelto di non partecipare questa mattina alle celebrazione in aula bunker per il XXVII anniversario della stragi del '92. Il ministro sta incontrando in forma privata, in una Sala del reparto scorte, alcuni familiari delle vittime fra cui Tina Montinaro e il figlio, il fratello dell'agente Claudio Traina e i due sopravvissuti alle stragi di via D'Amelio e Capaci Antonio Vullo e Giuseppe Costanza.

14.45 - "A Giovanni Falcone devo l’insegnamento più bello: rialzarsi sempre, anche quando sembra sia impossibile farlo. Il tempo passa ma questa lezione no: è ancora lì per spingerci a fare il nostro meglio". A dirlo l'ex presidente del Senato Pietro Grasso, che ha pubblicato sui social una foto che lo ritrae con il giudice Falcone.

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14.30 - Pranzo alla mensa della caserma Lungaro della polizia per il ministro dell'Interno Matteo Salvini. 

salvini pranzo caserma polizia-2

14.40 - Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, si è recato in via D'Amelio per rendere omaggio al giudice Paolo Borsellino e agli agenti della sua scorta, uccisi dal tritolo di Cosa nostra il 19 luglio del 1992. Dopo aver deposto una corona di fiori davanti all'albero di ulivo che ricorda le vittime, il presidente del Consiglio, accompagnato dal prefetto Antonella De Miro, si è raccolto pochi minuti in silenzio davanti alla lapide.  

14.20 - Un mazzolino di fiori di carta con i colori del tricolore, tanti selfie e molti autografi. Il premier Conte, terminato il suo intervento all'aula bunker del carcere Ucciardone, ha visitato il Villaggio della Legalità, allestito all'esterno. Anche per lui come per il ministro 
dell'Interno, Matteo Salvini, un vero e proprio bagno di folla. Il premier si è fermato a visitare gli stand, concedendosi alle foto con 
i ragazzi e le forze di polizia. Tanti autografi e selfie con i ragazzi e gli scout che in fila hanno atteso pazienti il proprio turno.

14.10 - Bagno di folla per il vice premier Matteo Salvini all'uscita dell'aula bunker del carcere Ucciardone, al termine del momento istituzionale delle celebrazioni. Nel Villaggio della Legalità il ministro si è fermato qualche minuto per concedersi ai selfie e agli abbracci con i bambini che lo aspettavano fuori. "Mia madre confida in te" gli ha detto una bimba, mentre il ministro continuava a concedersi agli scatti. Un gruppo di ragazzi di Torre Annunziata gli ha regalato un volume sulla mafia.  "Verrò a trovarvi", ha detto loro Salvini, ammirando anche un murales realizzato dalle quinte classi dell'istituto Buonarroti di Passo di Rigano.

14.05 - "Il 23 maggio 1992 rappresenta una ferita mai rimarginata nel cuore dell'Italia: un giorno di lutto e di morte che ancora oggi provoca sofferenza e sdegno. E fino a quando mafia e corruzione continueranno ad esercitare i loro effetti devastanti sul nostro Paese, la memoria di Giovanni Falcone non potrà mai dirsi davvero onorata". E' quanto si legge in una nota del presidente del Senato Elisabetta Casellati ricordando le vittime della strage di Capaci. "Da quel tragico attentato che ha segnato le vite di tutti noi - aggiunge Casellati - l'azione dello Stato contro le organizzazioni mafiose è riuscita a conseguire risultati molto importanti. I clan mafiosi sono stati disarticolati e colpiti nei loro patrimoni in tutta Italia, ma il loro potere sui territori è ancora forte e pervasivo. Per portare a termine la battaglia serve uno sforzo costante da parte di tutto il Paese sano. Giovanni Falcone diceva che la mafia è un fenomeno umano e come tale è destinata a morire. Le forze migliori delle istituzioni e della società, con il loro impegno quotidiano contro le mafie e per la legalità, possono fare sì che la sua profezia si avveri al più presto".

14.00 - "Sono qui da ministro dell'Interno e sono qua a parlare di lotta alla mafia non a chiedere voti. È una giornata di unità nazionale, che bello. Se qualcuno a sinistra non è venuto o se ne è andato perchè c'era Salvini come ministro del'Interno si è perso qualcosa. È stata una bellissima giornata di speranza, di futuro, di giovani e di lotta a tutte le mafie", così il vicepremier all'uscita dell'aula bunker ha risposto, senza nominarli direttamente, a Orlando e Musumeci che questa mattina hanno deciso di non partecipare alle commemorazioni all'Ucciardone proprio a causa della sua presenza. "Incontrerò la docente ora. Io non l'avrei sospesa, ma non decido io", ha concluso.

"La prof dell'Aria? Non l'avrei sospesa": Salvini risponde alle polemiche | VIDEO

13.21 - Così in un tweet il sindaco di Roma, Virginia Raggi in occasione del 27mo anniversario della strage di Capaci: "A #Capaci, 27 anni fa, la mafia ha ucciso Giovanni Falcone, Francesca Morvillo e gli agenti della scorta. Non ha ucciso però le loro idee. Non ha ucciso il valore della legalità che ci hanno trasmesso, da riaffermare ogni giorno. #NonAbbassiamoLoSguardo #GiornataDellaLegalità".

12. 55 - Ancora Conte: "Ciascuno di noi, nei luoghi in cui vive e nelle funzioni che è chiamato a svolgere, ispirato dall'esempio di Giovanni Falcone e di Paolo Borsellino, può contribuire alla edificazione di una società più umana e più giusta". "Il ricordo dei due magistrati di Palermo e delle altre vittime delle stragi mafiose sia 'pietra di inciampo' posta sul nostro cammino per non dimenticare mai questo inderogabile dovere", ha sottolineato il premier".

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12.42 - Parla il premier Giuseppe Conte, anche lui a Palermo per le celebrazioni della strage di Capaci: "Nel 1992, come d'altra parte in altre, troppe occasioni, la mafia non aveva colpito solamente alcune persone, ma aveva voluto colpire lo Stato nella sua interezza, nella sua integrità, uccidendo chi, con competenza e determinazione, stava dedicando la propria vita a combattere un fenomeno criminale di assoluta gravità, il più grave che l'Italia abbia mai conosciuto, anche perché il più pervicace e resistente".

12.16 - Così Marcello Foa, presidente della Rai al bunker del carcere Ucciardone, per la commemorazione di Falcone, rivolgendosi ai giovani: "Siete la speranza di questo paese, è importante che voi siate qui oggi". "Questo è un posto molto particolare - dice Foa - fa impressione vedere questo posto pieno di gabbie. La Rai all'epoca del maxiprocesso era presente e ha documentato e digitalizzato il materiale, era presente il 23 maggio e quando hanno ucciso Borsellino e lo è ogni anno, affinché la memoria resti viva".

12.08 - "Prenderemo Matteo Messina Denaro, ma la partita tutt'altro che chiusa. La partita resta aperta". Lo ha detto il capo della Polizia, Franco Gabrielli. Gabrielli ha poi aggiunto che "la mafia resta il primo problema di sicurezza del Paese".

11.45 - "Oggi qui non stiamo ricordando due eroi, certamente due martiri, ma stiamo ricordando due uomini con le 'palle'". Questo un passaggio dell'intervento di Giuseppe Ayala, ex magistrato che rappresentò l'accusa al maxi processo alla mafia, nell'aula bunker del carcere Ucciardone dove, tra il 1986 e il 1987, si svolse il processo istruito dai magistrati del pool antimafia di Falcone e Borsellino. "Abbiamo vissuto un grande privilegio: abbiamo conosciuto persone come Giovanni e Paolo", ha concluso Ayala.

11.13 - Sul palco sale il ministro Salvini: "Dopo quella bomba nulla è stato come prima. Io penso che quel sacrificio sia valso il risveglio di un popolo. L’Italia vincerà la criminalità organizzata. L’ho capito incontrando i ragazzi al Giardino della memoria a Capaci. Grazie al sacrificio di Falcone e Borsellino. Sequestro dopo sequestro stiamo portando via alla mafia tutto. Noi li inseguiamo e siamo più avanti. Il momento più bello da quando sono ministro è stato quando abbiamo dato il via alla demolizione della casa ai Casamonica dove oggi c’è una libreria. Chi ha coraggio se muore, muore una volta sola. Questo diceva Falcone e questo io dico ai giovani, seguire il suo esempio. Abbiate coraggio. La più grande azienda agricola confiscata alla mafia è in Toscana. Non è più come una volta, la criminalità organizzata non ha confini. Sono ovunque, anche sotto casa mia, e bisogna denunciarli. Come ministro dell’interno voglio spendere qualche parola per gli uomini della scorta che hanno nomi meno noti. Qui dentro ci sono tantissime persone che ogni giorno lottano per la nostra vita, per farci vivere al sicuro. A loro voglio dire grazie".

Salvini parla in Aula bunker 1-2

10.58 - De Rao, procuratore antimafia: "Qquel momento di 27 anni fa che ci ha portato qui è stato un momento doloroso ma anche una spinta. La passione è la chiave di tutti, dei magistrati per esempio. Ma tutti noi dobbiamo essere convinti che ogni piccolo contributo è importante. E' questa l’eredità di Falcone e Borsellino: il senso dell’unione, di gruppo. Loro per primi lavoravano in gruppo".

10.54 - "Oggi è un giorno in cui lo Stato tutto, senza divisione, ribadisce la lotta alla mafia". Così il presidente della Camera, Roberto Fico, intervenendo all'Aula bunker. Fico, citando le parole del magistrato Giovanni Falcone, ha aggiunto: "La mafia è un fenomeno umano che avrà un termine e noi, come Stato, dobbiamo riuscire a farlo terminare il prima possibile".

10.31 - Il ministro della Giustizia Bonafede: "Non voglio commentare la scelta di chi ha deciso di non venire oggi. Non vorrei concentrarmi sulle polemiche ma sui ragazzi che sono arrivati con la Nave e su quelli che ci hanno accolto al porto di Palermo. Oggi è quindi uno di quei giorni in cui le istituzioni devono essere compatte e trasferire questa compattezza alle nuove generazioni. Questo non significa- ha aggiunto - che dobbiamo essere compatti solo oggi. Le istituzioni devono continuare ad impegnarsi per la lotta alla criminalità organizzata e per la lotta alla legalità affinchè certe ferite non possano più ripetersi nel futuro".

10.13 - E' arrivato anche il ministro dell'Interno Matteo Salvini, che però non si è fermato a parlare coi giornalisti. "Parlerò dopo", ha detto. In aula bunker anche lo showman Pif. Prima di arrivare all'Ucciardano, il ministro ha deposto una  corona d'alloro davanti alla Stele commemorativa presso l'autostrada di Capaci. Con lui il Capo della polizia e il prefetto Antonella De Miro.

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9.59 - Il sindaco Leoluca Orlando arriva all'Aula bunker: "Orlando: ho accolto il presidente del consiglio Conte e quello della camera Fico, ora andrò in piazza Magione con i ragazzi. Per celebrare insieme a loro il grande cammino di questa città che andata avanti perché è stata intransigente senza fare sconti". Così il sindaco risponde alle domande su Salvini.

8.56 - Ad accompagnare il piccolo 'esercito' di studenti nel lungo viaggio che apre le celebrazioni per il 27esimo anniversario della strage di Capaci sono stati, tra gli altri, i ministri dell'Istruzione, Marco Bussetti (nella foto), e della Giustizia, Alfonso Bonafede, il procuratore nazionale Antimafia e Antiterrorismo, Federico Cafiero de Raho, Nando Dalla Chiesa e l'ex presidente del Senato, Pietro Grasso, ancora una volta a bordo della Nave della legalità per "un viaggio carico di emozioni e di speranze".

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8.30 - Al porto i ragazzi hanno trovato le delegazioni delle scuole della città e di tutta la Sicilia, Maria Falcone, sorella del giudice antimafia ucciso nella strage di Capaci e presidente della Fondazione che porta il suo nome, il sindaco Leoluca Orlando, l'assessore regionale all'Istruzione, Roberto Lagalla. Per loro tappa adesso all'aula bunker del carcere Ucciardone, per assistere alla cerimonia istituzionale nel luogo in cui fu celebrato il primo maxi processo a Cosa Nostra.

8.22 - All'appuntamento annuale nell'aula bunker dell'Ucciardone di Palermo, organizzato dalla Fondazione Falcone, quest'anno molti leader di associazioni note per l'impegno antimafia non ci saranno. Ma neppure il Governatore Nello Musumeci e il presidente dell'Antimafia all'Ars Claudio Fava. Al centro della polemica la presenza del ministro dell'Interno, Matteo Salvini. Tra i volti storici dell'antimafia c'è chi invita apertamente a boicottare l'evento, come il fratello di Peppino Impastato, Giovanni. Anpi e Arci Palermo hanno così organizzato una sorta di contromanifestazione alla Casina No mafia di Capaci. "Siamo stanchi di questa parata istituzionale quando sappiamo che tutte le stragi che ci sono state hanno visto pezzi dello Stato coinvolti", dice Giovanni Ferro, tra i promotori dell'appello.

8.17 - Un lungo applauso, i palloncini con i colori del tricolore, i nomi dei giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, di Francesca Morvillo e degli agenti delle scorte, l'inno di Mameli e gli striscioni per ribadire che 'Le loro idee camminano sulle nostre gambe'. Palermo ha accolto così la Nave della Legalità, salpata ieri dal porto di Civitavecchia con a bordo 1.500 studenti provenienti da tutta Italia e attraccata intorno alle 8 al porto del capoluogo siciliano. Sulla poppa dell'imbarcazione come ogni anno è stata srotolata la gigantografia che ritrae i giudici Falcone e Borsellino in un sorriso complice. 

Palermo chiama, le scuole rispondono: al porto sbarcano 1.500 bambini | VIDEO

8.13 - Tra i presenti al porto anche Orlando: "Siamo qui per ricordare che Palermo è cambiata e dire grazie a chi ha creduto nella lotta alla mafia in tempi terribili, quando lo Stato aveva il volto legale e chi combatteva Cosa nostra era considerato un isolato e un bersaglio. Oggi Palermo è profondamente cambiata ma dobbiamo continuare ad affermare con intransigenza e senza arretrare l'esigenza di continuare a rispettare la Costituzione dei diritti".

7.53 - E' arrivata poco prima delle 8 al porto la Nave della Legalità. La Nave, salpata ieri sera dalla banchina 8 del porto di Civitavecchia con a bordo circa 1.500 studenti, è arrivata puntuale a Palermo. Prendono così il via le iniziative in memoria dei giudici Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, Paolo Borsellino e degli agenti delle loro scorte Agostino Catalano, Walter Eddie Cosina, Rocco Dicillo, Vincenzo Li Muli, Emanuela Loi, Antonio Montinaro, Vito Schifani, Claudio Traina.

A salutare la partenza della Nave ieri sera è stato il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che è intervenuto al Porto di Civitavecchia insieme al ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Marco Bussetti,  al Capo della polizia Franco Gabrielli, al procuratore Antimafia e Antiterrorismo Federico Cafiero de Raho, all’amministratore delegato Rai Fabrizio Salini.  

"Oggi rendiamo omaggio alla memoria di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, il loro impegno non è scomparso, non si è interrotto ma è stato assunto da altre persone", ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Quella che è arrivata ha aggiunto il capo dello Stato, “è una risposta forte, significativa, vincente e che potrà sconfiggere la paura della mafia”.

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