Prende a pugni poliziotto ma non viene arrestato, sindacato non ci sta: "Vi sembra normale?"

I fatti sono avvenuti allo Sperone dove un 41enne pregiudicato non solo non si è fermato all'alt, ma ha anche aggredito un agente. Nella direttissima il giudice non ha disposto per lui nessuna misura cautelare. Il Sap: "Grossa lacuna nell'impianto normativo, inasprire le pene"

La polizia in passaggio Nicola Barbato

Un 41enne pregiudicato allo Sperone non solo non si è fermato all'alt, ma ha anche preso a pugni un agente, dopo un inseguimento che si è concluso sotto casa del fuggiasco, dove altra gente del vicinato ha iniziato a lanciare piatti e bicchieri per sottrarre l'uomo alla polizia. L'episodio - che si è verificato nello scorso fine settimana - è stato stigmatizzato dal sindacato autonomo di polizia. 

"Sottrarre un uomo all'arresto è un reato - dichiara Stefano Paoloni,  segretario generale del Sap - così come è un reato non fermarsi all'alt e prendere a pugni un agente. I colleghi hanno arrestato il tizio per il quale, il giorno seguente, in tribunale non è stata prevista alcuna misura cautelare, come se fosse normale fuggire ad un controllo e prendere a pugni un poliziotto".

"Questo - prosegue Paoloni - denota una grossa lacuna nell'impianto normativo, che non permette l'applicazione di una pena certa. Come  Sap, con la nostra richiesta di idonee garanzie funzionali, ora  oggetto di una proposta di legge che l'ononeravole Gianni Tonelli presenterà  alla Camera, chiediamo inasprimento delle pene per chi commette reati  resistenza o violenza nei confronti di un pubblico ufficiale. Chi è  deputato a garantire la sicurezza - conclude - se non è adeguatamente  tutelato, vede venir meno il senso della sua mission".

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