Sperone e Brancaccio, dura la vita per i bimbi: c'è un solo asilo nido pubblico

Il riferimento è alla fascia 0-3 anni. Il dato è emerso durante la presentazione del progetto 'FA.C.E. Farsi Comunità Educanti' che vede Palermo fra le quattro città coinvolte insieme a Reggio Emilia, Teramo e Napoli

Brancaccio dall'alto

Sei anni fa il tasso di dispersione scolastica all'istituto comprensivo Sperone-Pertini, nei quartieri Sperone e Brancaccio, era del 27,3%. Oggi si è ridotto al 3%, un calo di oltre l'80%. A fornire il dato è stata la dirigente scolastica Antonella Di Bartolo, durante la presentazione del progetto 'FA.C.E. Farsi Comunità Educanti' che vede Palermo fra le quattro città coinvolte insieme a Reggio Emilia, Teramo e Napoli. 

"E' un risultato al quale neanche io riuscivo a credere - spiega la dirigente alla guida dell'Istituto da sei anni - e che è stato possibile raggiungere trasformando la scuola in una risorsa per le  famiglie e non più un'antagonista. La scuola deve diventare il cuore pulsante della comunità educativa sul territorio". Determinante in  questo cammino anche la riqualificazione del plesso Pertini nonché, aggiunge Di Bartolo, "la creazione di una piazza delle Parole all'interno del plesso Puglisi. Un luogo in cui si parla - sottolinea - in cui bambini e famiglie vengono ascoltate, all'interno di un quartiere che non ha piazze e luoghi di ascolto".

A Palermo, il progetto, con il partenariato dell'Amministrazione comunale, coinvolge l’istituto Sperone-Pertini, l’assessorato alla Scuola del Comune di Palermo e le associazioni Cuore che vede e NuovaMente. Il progetto ha previsto per la sua prima fase un’analisi dei dati di disoccupazione, povertà e servizi offerti per la fascia 0-6 nei quartieri Sperone-Brancaccio-Settecannoli, dati incrociati con interviste ai residenti i desideri delle famiglie.

Lo stato dell’arte segnala la presenza di un solo asilo nido pubblico per la fascia 0-3 con soli 28 posti, mentre sono 26 le scuole dell’infanzia comunali, regionali o statali su un totale di 188 presenti in tutto il territorio di Palermo. "Il servizio offerto, dunque - dicono dal Comune - non corrisponde al reale fabbisogno del quartiere dove la popolazione di riferimento per asili nido è superiore (3.054 bambini) rispetto a quella della fascia per l’infanzia (1.569 bambini). Non da meno, per lo sviluppo di strategie e servizi essenziali per le famiglie è stata fondamentale l’analisi delle criticità del quartiere, prima fra tutte il tasso di disoccupazione che al 2011 è pari al 32,1 per cento di contro al 14,1 per cento dell’intera città di Palermo, con un tasso molto basso di popolazione straniera residente, pari al 2 per cento".

Il progetto, nel corso di 36 mesi di attività, vuole coinvolgere e sostenere i territori per potenziare l’accesso ai nidi e alle scuole d’infanzia dei bambini di età 0/6 anni attraverso un maggior coinvolgimento delle famiglie, a partire da quelle in condizione di marginalità socio-economica che non accedono ai servizi educativi. L’obiettivo finale, cui sono state finalizzate tutte le azioni progettuali, è quello di creare le condizioni per la costruzione di comunità educanti che portino ad una ridefinizione delle politiche educative nei territori coinvolti.

“L’ascolto sin dalla fase del nido è la molla di processi e scelte politiche che l’amministrazione comunale deve mettere in atto in un quartiere – dice Giovanna Marano, assessora alla Scuola – di sicuro tutti gli strumenti di analisi del quartiere Sperone-Brancaccio ci aiutano a co-progettare servizi di prossimità che ancora mancano in quei quartieri. Siamo contenti, poi, dei risultati portati avanti dalla scuola “Sperone Pertini”, una scuola aperta al territorio che ha già raggiunto traguardi di successo”.

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