La polizia interviene per una lite e trova coca, 85 mila euro e 37 orologi: arrestato palermitano

E' accaduto a Verona. A fare partire le indagini è stata la compagna dell'uomo che, dopo l'ennesima lite, ha chiamato il 113 e ha confidato agli agenti i suoi sospetti sul convivente

La droga, i soldi e gli orologi sequestrati

Tutto è partito da una lite familiare, ma alla fine gli uomini della polizia di Verona hanno sequestrato 85 mila euro in contanti, 26 ovuli di cocaina (per un totale di 368 grammi), 37 orologi di provenienza ancora ignota e arrestato S.L., 41enne originario di Palermo. L'uomo, pluripregiudicato, risponde di detenzione illecita di sostanza stupefacente ai fini di spaccio. Per lui inoltre è scattata anche la denuncia per ricettazione. 

I fatti risalgono a domenica mattina, quando è arrivata al 113 la segnalazione di un litigio tra un uomo e una donna in un appartamento di via Antonio Salieri, nel quartiere di Borgo Venezia, a Verona. Ad avvisare le forze dell'ordine è stata la stessa donna coinvolta nella lite, 33 anni, originaria della Tunisia e incensurata. Non era la prima volta che segnalazioni del genere arrivavano alla polizia da quell'appartamento.

Nell'abitazione però i poliziotti hanno trovato solamente la donna, che ha iniziato a raccontare loro dei problemi di coppia. Ma non solo. La 33enne ha detto di avere dei dubbi sul lavoro del compagno e che temeva di essere finita all'interno di "giri" poco chiari. Il compagno, il palermitano S.L., gestisce una concessionaria nel quartiere e alle spalle ha precedenti per reati contro il patrimonio, proprio nell'ambito di import/export di vetture, oltre a una condanna per stupefacenti perchè fermato con oltre un chilo di cocaina. L'uomo, secondo quanto ricostruito, avrebbe affidato alla donna un ruolo di prestanome in alcune mansioni della propria attività.

A destare ulteriormente il sospetto degli agenti un altro dettaglio riportato dalla donna: il compagno le aveva mostrato le chiavi di due garage della zona all'interno di quali ci sarebbero state due auto che doveva custodire per delle persone "fidate", aggiungendo anche che se gli fosse successo qualcosa sarebbe dovuta andare là a prendere i soldi. Quello che sarebbe stato definito il "socio" di S.L. infine, anche se non ci sarebbero contratti a testimoniare il legame tra i due, risultava arrestato dai carabinieri di Brescia per alcune truffe, relative allo stesso settore e risalenti al 2017.

Gli agenti, a quel punto, hanno intracciato il palermitano e lo hanno invitato a tornare a casa, ufficialmente per risolvere la questione della lite. Poco dopo il suo arrivo però, hanno iniziato a fargli domande sulle chiavi che la stessa compagna aveva fornito loro, sapendo dove si trovavano, e la risposta evasiva sul telecomando di un cancello automatico ha fatto scattare altre indagini.

Nel corso della perquisizione dell'attività, è stata trovata una Fiat Panda di colore giallo che risultava collegata ai fatti del 2017 e sottoposta a sequestro penale. Nel mezzo c'erano poi 85 mila euro divisi in due pacchetti e cocaina. Messo alle strette, S.L. ha confessato di essere entrato in possesso dell'auto da circa un mese e ha ammesso la proprietà degli 85 mila euro, che sarebbero il frutto di alcune attività della concessionario. Più evasivo invece per la droga e gli orologi (sono in corso le indagini per accertare se si tratti o meno di merce rubata e se sono falsi o di noti marchi).

Per gli investigatori il denaro potrebbe essere il frutto dell'attività di spaccio. Da qui l'arresto. La presenza di tutti gli orologi senza giustificazione ha invece fatto scattare a denuncia per ricettazione. I documenti fiscali verrano poi valutati anche dalla guardia di finanza per appurare eventuali irregolarità. 

Fonte Veronasera.it

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