Narcotraffico internazionale, preso palermitano: nella banda anche un attore di Gomorra

Spaccio di droga con la benedizione della 'ndrangheta, arrestate 25 persone, c'è anche Franco Scaglione: fu condannato per la clamorosa rapina del 2008 alla gioielleria Casa Damiani, a Milano, realizzata con la tecnica del buco, per un bottino da circa 16 milioni di euro, in gioielli che non vennero mai ritrovati

Una scena di Gomorra

C’è anche un palermitano tra i 25 arrestati nelle scorse ore dalla guardia di finanza, su disposizione della Dda di Catanzaro, nell’ambito dell’operazione "Ossessione". L’inchiesta ha sgominato un’organizzazione dedita al narcotraffico, legata alla cosca di 'ndrangheta dei Mancuso di Limbadi (Vibo Valentia).

E non è un nome qualunque. L’indagato palermitano è infatti Francesco Scaglione di 58 anni. Tra gli altri indagati pure un venezuelano e un colombiano che avrebbero organizzato i carichi di droga provenienti dal Sud-America e diretti in Calabria per poi essere smistati in tutta Italia, e Carlo Cuccia, 39enne, anche lui di origini palermitane, residente a Tradate, che ha avuto una parte nella serie Tv Gomorra. Mentre nella fiction a Cuccia era stato attribuito il ruolo di “specchiettista”, colui cioè che ha il compito di segnalare la presenza dell’obiettivo da colpire in occasione di agguati, nell’organizzazione al personaggio era demandato il compito di trovare le armi.

Il personaggio

Francesco "Franco" Scaglione, palermitano e ritenuto dagli investigatori vicino al latitante Giovanni Nicchi (i due erano amici d'infanzia) era stato condannato per la clamorosa rapina del 24 febbraio 2008 alla gioielleria Casa Damiani, in corso Magenta a Milano, realizzata con la tecnica del buco, scavando una via di passaggio nelle cantine di un palazzo adiacente, per un bottino da circa 16 milioni di euro, in gioielli che non vennero mai ritrovati. Un colpo che aveva fatto tornare alla mente la rapina della banda delle tute blu a un furgone portavalori in via Osoppo, il 27 aprile '58, per un bottino di 590 milioni di lire dell'epoca.

Scaglione, all'epoca 48enne, era considerato dagli investigatori vicini ad ambienti di Cosa Nostra. Fu arrestato insieme con altri, nel dicembre 2008, dopo dieci mesi di indagini condotte dalla squadra mobile. Incastrati anche grazie alle immagini delle telecamere di sorveglianza che avevano ripreso parte della targa del furgone utilizzato per compiere la rapina. 

Droga e ndrangheta

L'operazione antidroga - messa a segno nelle scorse ore dalla guardia di finanza di Catanzaro, in collaborazione con lo Scico di Roma, e coordinata dalla procura della Repubblica di Catanzaro - ha sgominato i vertici del sodalizio che acquistava cocaina in Colombia, Venezuela, Repubblica Domenicana e Olanda attraverso canali diretti di approvvigionamento. Le indagini, coordinate dal procuratore della Repubblica di Catanzaro, Nicola Gratteri, e dal sostituto procuratore Annamaria Frustaci, hanno consentito di smantellare un'organizzazione molto complessa, tra le cui fila compaiono esponenti di spicco della famiglia di 'ndrangheta Mancuso, che dall'area geografica dei comuni di Limbadi e Nicotera ha esteso forti interessi delinquenziali nell'hinterland milanese. 

Dalle indagini svolte dalla guardia di finanza è stato evidenziato che l'organizzazione, seguendo "un'ottica prettamente imprenditoriale, in attesa dell'arrivo delle partite di cocaina dal  Sudamerica, con lo scopo di massimizzare il profitto, intesseva  rapporti d'affari con un personaggio marocchino residente a Milano, in diretto contatto con i principali cartelli maghrebini, per l'importazione di massicce quantità di hashish". Il nome 'Ossessione' attribuito all'inchiesta nasce dal fatto che i principali indagati erano costantemente assillati dal pensiero di essere monitorati dalle forze dell'ordine.

Nelle foto in basso: Cuccia e Scaglione

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