Sorelle Napoli ancora nel mirino, Musumeci: "Resistete, non siete sole"

Le tre imprenditrici agricole di Mezzojuso hanno trovato le reti delle recinzioni tagliate e una mandria ha invaso i loro terreni. Si pensa a un avvertimento in vista della seconda udienza del processo che si terrà tra pochi giorni

Le sorelle Napoli

"Solidarietà e vicinanza da parte del governo regionale a Ina, Irene e Anna Napoli, le tre sorelle vittime di una tracotanza che ha il sapore di una sfida. Voglio rassicurare le coraggiose imprenditrici di Mezzojuso che non debbano sentirsi sole". Lo scrive, in una nota, il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci, dopo l'ennesimo danneggiamento nella loro azienda agricola.  Le tre imprenditrici agricole hanno trovato infatti le reti delle recinzioni tagliate. Inoltre una mandria ha invaso i loro terreni.

"Il mio governo - dice Musumeci - è al loro fianco, a prescindere dall'omertà e dall'atavica indifferenza che accompagna la loro vicenda". Si tratta del terzo raid subito dalle donne negli ultimi tre mesi. Le sorelle Napoli anche questa volta hanno deciso di presentare denuncia. Si pensa a un avvertimento in vista della seconda udienza del processo che si terrà tra pochi giorni.

Le sorelle Napoli sono proprietarie di un'azienda agricola con oltre 70 ettari di terreno tra Corleone e Mezzojuso dove coltivano cereali e foraggio. Irene, Gioacchina e Marianna Napoli dopo la morte del padre, dicono di aver subito minacce e intimidazioni  mafiose per costringerle a cedere l'attività. Le tre donne hanno  denunciato danneggiamenti, l'uccisione dei propri cani, e sconfinamenti di vacche che vanno nei loro terreni. Il caso è stato portato alla ribalta dalla trasmissione "Non è l'Arena" di Massimo Giletti.

"Le mie assistite - dice l'avvocato delle tre sorelle, Giorgio Bisagna, - sono estremamente preoccupate per la prosecuzione degli episodi di danneggiamento in danno dei loro beni. Nonostante l'isolamento di cui sono vittime e gli attacchi mediatici di ben noti personaggi, non intendono cedere nel loro impegno per ottenere verità e giustizia. Del pari, appare intempestiva e meramente formale la affermata solidarietà dell'Amministrazione di Mezzojuso- spiega Bisagna riferendosi alla solidarietà espressa dal sindaco di Mezzojuso Salvatore Giardina- Invero, ci saremmo aspettati altre condotte fattive e prese di distanza nei confronti di chi, quotidianamente, diffama e infanga il buon nome delle mie assistite". "E non è un caso che anche il Gup di Termini Imerese abbia respinto la richiesta di costituzione di parte civile del Comune di Mezzojuso nel processo contro La Barbera Simone e altri, proprio per non avere rinvenuto attività concrete di sostegno e supporto alle vittime", conclude.

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Articolo aggiornato il 25 novembre 2019 alle ore 18.17

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