"Biagio non lasciare Palermo", la solidarietà corre su Facebook

E' nato un gruppo sul noto social network per esprimere la propria vicinanza al missionario laico e convincerlo a rimanere in città dove c'è bisogno del suo aiuto. Caritas: "Le istituzioni intervengano. Il suo lavoro è fondamentale"

Il missionario Biagio Conte - foto Campolo

La solidarietà ai tempi di internet. A seguito dell'annuncio di Biagio Conte di volere abbandonare Palermo, dopo 25 anni di attività in cui il missionario laico si è detto "stanco di lottare contro mulini a vento, burocrazia e indifferenza", è nato su Facebook un gruppo dal nome "Biagio non lasciare Palermo". E dopo il sindaco Leoluca Orlando, che ha provato a "trattenerlo", anche la Caritas e l'Ordine dei dottori commercialisti ed esperti contabili del capoluogo sono usciti allo scoperto per manifestargli il proprio sostegno.

"Da parte nostra e della Caritas tutta c’è piena solidarietà con fratello Biagio - dichiara padre Sergio Mattaliano, direttore della Caritas di Palermo -, in quanto il nostro carissimo fratello rende un servizio importante per l'intera Chiesa e per la comunità laica tutta, a fianco dei più poveri della città di Palermo. In tutti questi anni, fratello Biagio ha dato sostegno ai più deboli, spesso in luoghi dove tanti altri non andavano. E' partito dalla 'missione notturna', dando aiuto a chi viveva per strada, e poi ha continuato con l'accoglienza. Certamente da parte della burocrazia ci devono essere delle norme e leggi che possono favorire l’aiuto e il sostegno. Spero che più che lasciare la missione che il Signore gli ha affidato - conclude padre Sergio - sia un atto provocatorio, dovuto allo scoraggiamento e al momento difficile che sta attraversando".

"Se anche l'uomo della speranza perde la speranza, allora questa città non ha più speranza e nessuno di noi o dei nostri figli può avere speranza". Con queste parole, il presidente dell'Odcec Fabrizio Escheri (creatore del gruppo Facebook), ha commentato la notizia. Nel silenzio assordante delle istituzioni - si legge in una nota - la "Missione speranza e carità" non riesce a trovare i fondi per garantire il sostentamento delle oltre mille persone (uomini, donne e bambini) che attualmente vivono nelle tre strutture gestite dalla Missione. "Come cittadini palermitani - conclude Escheri - non possiamo stare in silenzio. Diffondiamo tra i nostri amici la notizia e invitiamo tutti a dare un sostegno, anche piccolo (ciascuno secondo le proprie disponibilità) alla Missione indicando nella causale 'Biagio resta a Palermo'".

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