Legge di stabilità, ricorso del Siad: "Nuova tassa applicata solo ad alcuni"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PalermoToday

Il Siad e i Dipendenti regionali, hanno conferito mandato all’avvocato Massimiliano Marinelli, professore ordinario titolare della cattedra di Diritto del Lavoro e della cattedra di Diritto della Previdenza sociale della Facoltà di Giurisprudenza, dell'Università di Palermo, di impugnare gli articoli 49, 51 e 52 della Legge Regionale di Stabilità 2015, voluti dal Governo Crocetta-Baccei.

Tali norme, che sono state adottate per individuare risparmi di spesa, affermano i segretari Vincenzo Bustinto e Angelo Lo Curto, nei fatti determinano una sorta di nuova tassa applicata solo a una parte di cittadini (i dipendenti regionali) e non corrispondono ad altrettanti provvedimenti che coinvolgano l’intera comunità dei siciliani. Infatti, la mancata stipula dei contratti 2006/2009 dei regionali, adottata invece in tutti gli altri comparti d’Italia, penalizza esclusivamente la categoria alla quale sono addossati gli sperperi di una classe politica inadeguata e faziosa.

I tagli approvati con l'articolo 51, di revisione del sistema di calcolo delle pensioni per chi rimane in servizio, operano su somme già maturate ed hanno effetto retroattivo sin dal primo giorno di assunzione, determinando decurtazioni anche sulla parte contributiva, con l’inaccettabile previsione di un tetto massimo pensionistico non superiore all’85% della media delle retribuzioni del’ultimo quinquennio di attività.

L’imposizione poi di illegittime decurtazioni, a fronte dell’applicazione di norme di alleggerimento degli organici con i criteri ante Fornero (articolo 52) anche queste con effetto retroattivo, sulle pensioni già maturate da soggetti che sono costretti dal ricatto vessatorio dell’articolo 51, ad accedere alla pensione anticipata, sono applicate anche a coloro che hanno raggiunto in concomitanza i requisiti previsti dalla "legge Fornero", in violazione del principio del pro rata ripetutamente affermato dalla Cassazione; la decurtazione infine della remunerazione legata al raggiungimento degli obiettivi dei dirigenti, a seguito di malattia sono tutte disposizioni contrarie alla giurisprudenza costante, nonché ai principi generali e costituzionali vigenti.

L'avvocato Marinelli, che ha ritenuto fondate e non pretestuose le richieste del Sindacato e dei dipendenti di ricorrere alla magistratura per ottenere una dichiarazione di inapplicabilità di tali norme ai ricorrenti, provvederà nei prossimi giorni a depositare, nelle rispettive sedi di competenza, la prima tranche di 904 ricorsi.

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