Ruspe in azione al campo rom della Favorita, le ultime famiglie lasciano le baracche

Al via le operazioni di sgombero, altre 16 le "case" da abbattere. Sul posto carabinieri, polizia, vigili urbani e vigili del fuoco. Tredici le famiglie (58 persone in totale) che dovrebbero trasferirsi altrove. La zona, dopo una bonifica, diventerà un'area verde attrezzata

Le forze dell'ordine all'interno del campo nomadi

Stamttina le ultime famiglie rom hanno lasciato il campo della Favorita. Intorno alle 7 infatti sono iniziate le operazioni di sgombero delle baracche ancora occupate in via Case Rocca e le ruspe sono entrate in azione. Sul posto i carabinieri della Compagnia di San Lorenzo, la polizia, i vigili urbani, i vigili del fuoco e un'ambulanza del 118. 

La vigilanza è massima ma non si registrano al momento disordini o tensioni: gli abitanti del campo, che già da nove mesi sono stati coinvolti in progetti cooordinati dall'assessorato comunale delle Attività sociali aspettavano l'arrivo degli agenti e stanno collaborando allo svuotamento delle baracche come previsto. Si tratta di 13 famiglie per un totale di 58 persone.

Dal 7 agosto a oggi sono già 25 - secondo i dati forniti dal Comune - le baracche abbattute. Ne restano altre 16 per liberare definitivamente la zona, che dopo un lungo processo di bonifica dovrebbe essere restituita alla città come area verde attrezzata. I mobili e tutti gli oggetti delle famiglie saranno trasportati con dei camion in alcuni magazzini, in attesa che i Rom possano riprenderli. Le famiglie saranno trasferite in parte in alloggi confiscati, in parte in albergo. Altre lasceranno la città nel giro di pochi giorni.

Nel campo, dopo gli allontanamenti degli scorsi mesi effetto di un'ordinanza firmata dal sindaco Leoluca Orlando lo scorso luglio, a seguito del provvedimento del gip che aveva disposto il sequestro dell'area per mancanza di condizioni di sicurezza, sono rimaste poco più di una cinquantina di persone. Nei giorni scorsi un incendio ha distrutto una baracca, l'abbaiare di un cane ha svegliato gli occupanti che sono riusciti a mettersi in salvo. L'immediato intervento dei vigili del fuoco ha scongiurato il propagarsi delle fiamme alle altre costruzioni.

"Palermo viene liberata da questa vergogna, ma non grazie al sindaco Orlando - ha detto Igor Gelarda, capogruppo della Lega in Consiglio comunale - . E' dovuta infatti intervenire la Procura per costringere il primo cittadino a sgomberare le baracche. Chiediamo la pulizia e la bonifica del campo, una volta terminate le operazioni di sgombero. Auspichiamo inoltre un incontro con il governo Musumeci visto che l'area è di proprietà regionale, per conoscere quale è il progetto per la sua riqualificazione".

"Nei prossimi giorni saranno abbattute le ultime baracche e l’amministrazione comunale sta aiutando le famiglie a trovare una sistemazione dignitosa, trasformando l’area in una zona dedicata al verde e allo sport e mettendo la parola ‘fine’ a una brutta pagina della storia di questa città. Un’operazione complessa ma efficace - ha sottolineato il capogruppo Pd Dario Chinnici - condotta senza clamori e schiamazzi ed evitando inutili guerre ideologiche: esattamente il contrario di quanto avviene a Roma, a riprova della differenza che passa fra l’amministrazione di Leoluca Orlando e quella di Virginia Raggi. Palermo si conferma capitale dei diritti, città dell’integrazione e dell’accoglienza, che non lascia nessuno indietro e non fa differenze tra chi ha bisogno, dimostrando che governare significa trovare soluzioni concrete e risposte efficaci che non ledano i diritti di nessuno”. 


 

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