Quei ragazzini trattati come schiavi: "Paghe da miseria per lavorare come camerieri e braccianti"

Eseguite 8 misure interdittive nei confronti dell'amministratore della comunità New River di Borgetto e di altre persone che avrebbero sfruttato il lavoro di adolescenti nigeriani nelle loro campagne (paghe da 12 euro al giorno)

La sede della Procura minorile

Migranti di 16 e 17 anni messi a lavorare come camerieri e pagati 50-60 a settimana, o ancora impegnati nelle campagne dal titolare dell’immobile in cui si trova la loro comunità, la New River di Borgetto (foto in basso), con paghe da 12,50 euro al giorno. Gli agenti di polizia giudiziaria della polizia presso la Procura minorile hanno eseguito questa mattina otto misure cautelari firmate dal gip del tribunale di Palermo Guglielmo Nicastro che dispongono l’interdizione dall’esercizio di attività nel settore alberghiero e della ristorazione, nel settore delle attività agricole e nel settore delle attività di accoglienza dei minori. Nel mirino 8 persone accusate a vario titolo di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro nonché per maltrattamenti contro familiari o conviventi.

Si tratta Vincenzo Alduina (49 anni), gestore insieme alla moglie della pizzeria La Sorgente di Borgetto, Giuseppe Criminisi (37enne nato a Agrigento), psicologo e responsabile della comunità New River, Giuseppe Mario Di Bella (65enne nato ad Altofonte), agricoltore di Partinico, Francesco Lo Baido (37enne di Partinico), agricoltore, Pietro Lo Baido (82enne di Partinico), agricoltore, Antonino Lombardo (79enne di Borgetto), titolare dell’immobile dove si trova la comunità New River, Maria Teresa Lombardo (51enne di Borgetto), titolare della pizzeria La Sorgente di Borgetto e Andrea Carmelo Meli (42enne di Caltanissetta), amministratore della cooperativa EsseQuadro che gestisce la comunità New River.

Le indagini sono state avviate a seguito di una segnalazione fatta agli agenti di polizia giudiziaria sulle precarie e disagiate condizioni di vita dei minorenni stranieri non accompagnati che vivevano nel centro New River. Una settantina circa gli ospiti. L’attività investigativa si è concentrata inizialmente sui racconti dei giovani migranti che, davanti a psicologi, interpreti e poliziotti, hanno raccontato i dettagli della loro permanenza. Due ragazzini di nazionalità nigeriana, per esempio, hanno riferito di essere stati impiegati come camerieri presso la pizzeria La Sorgente, gestita da Vincenzo Alduina e Maria Teresa Lombardo, genero e figlia di Antonio Lombardo, titolare dell’immobile che “accoglie” la New River percependo - come ricostruito dalla polizia - una paga di 50-60 euro a settimana.

centro accoglienza new river-2

L’episodio più grave sul quale sarebbero stati trovati sufficienti riscontri ha riguardato un infortunio su lavoro che ha coinvolto uno dei ragazzi, il quale si sarebbe ustionato alla mano e sarebbe stato accompagnato al pronto soccorso solo due giorni dopo, ma non prima di essere stato avvisato sul fatto che non avrebbe dovuto raccontare la verità sull’accaduto. Altri ragazzi, invece, hanno riferito di essere stati impiegati in campagna da Francesco Lo Baido, Pietro Lo Baido e Giuseppe Mario Di Bella per lavorare nelle loro tenute tra Partinico e Borgetto e raccogliere frutta e verdura. Stessa contestazione per Antonino Lombardo, che affitta gli spazi alla New River.

La successiva ispezione condotta dal personale della sezione di pg della Procura minorile, effettuata insieme ai tecnici dell’Asp, avrebbe inoltre evidenziato un deficit igienici-sanitario all’interno della comunità che ospitava i ragazzi nonché una grave carenza di rifornimenti alimentari e acqua. Al momento del sopralluogo sarebbero state trovate solo due bottiglie d'acqua e neanche un frigorifero. Alcuni dei giovani ospiti, infatti, hanno poi raccontato che venivano costretti a riempire dei bidoni in una fontana: per raggiungerla dovevano percorrere circa un chilometro lungo la strada statale (priva di marciapiedi), mettendo a repentaglio la loro incolumità e quella degli automobilisti. E controllare che fine facessero i ragazzi era complicato dato che, sottolineano gli investigatori, non esisteva un registro dove annotare uscite ed entrate.

Tutto ciò “è avvenuto nella piena consapevolezza del responsabile della comunità, Giuseppe Criminisi, che ha permesso - ricostruiscono gli investigatori - anche la piena e incondizionata frequentazione della struttura da parte di Antonino Lombardo e dell’amministratore della EsseQuadro, società di Firenze che gestisce la cooperativa New River, i cui consolidati rapporti con il Criminisi sono stati accertati nel corso delle indagini”. Nessuno avrebbe costretto i ragazzi a fare quei lavori che, per quanto sottopagati, consentivano loro di raccogliere un gruzzoletto di qualche decina di euro. Il quadro probatorio costruito ha consentito al gip di emettere le otto misure interdittive della durata di 12 mesi. Per Giuseppe Di Bella, Giuseppe Mario Lo Baido e Pietro Lo Baido , la misura interdittiva della durata di 4 mesi da attività inerenti imprese o uffici direttivi di persone giuridiche e imprese commerciali nel settore delle imprese agricole. Gli ospiti della New River, invece, sono stati già da tempo trasferiti in altre strutture.

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“I Lo Baido e Di Bella, difesi dall’avvocato Ilenia Bacchi, dichiarano di essere totalmente estranei ai fatti contestati e che avranno modo, nelle sedi opportune e nei di legge, di chiarire la loro posizione in merito. Precisano altresì di non avere mai sfruttato il lavoro altrui, né tantomeno - si legge in una nota - quello minorile, di essere consapevoli di quelli che sono i diritti dei lavoratori e soprattutto di avere profondo rispetto dei valori di solidarietà e di tutela della dignità dell’essere umano. Gli stessi non hanno mai costretto alcuno a svolgere attività lavorativa che abbia comportato rischi per la salute ovvero che abbia compromesso e/o minato il benessere psicofisico della persona e che sono ben consapevoli di quelli che sono i diritti fondamentali dell’essere umano”.

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