Istituto Gramsci a rischio sfratto, anche la Cgil firma l'appello contro la chiusura

L'Istituto risulta debitore di 59 mila euro e il Comune ha avviato l'iter per lo sfratto. Dopo Sinistra Comune, Dario Chinnici (Pd) e Fabio Teresi (presidente della V circoscrizione) anche il sindacato scende in campo per salvarlo

La Cgil Palermo scende in campo contro la chiusura dell'Istituto Gramsci che rischia lo sfratto dai Cantieri Culturali della Zisa. “L'Istituto Gramsci è un luogo aperto e di partecipazione diretta per tutti e rappresenta con il suo archivio della storia della Sicilia e i continui momenti di studio, le presentazioni di libri e le attività di approfondimento, un luogo di conoscenza e stimolo di cui la città non può essere privata - dichiara il segretario generale Cgil Palermo Enzo Campo - che ha firmato l'appello diffuso in queste ore per tenere in vita l'istituzione culturale che ha sede ai Cantieri culturali della Zisa".

La ricca documentazione che si trova nell'istituto, che da decenni custodisce oltre 35 mila libri, oltre a periodici e quotidiani, secondo il sindacato è un materiale prezioso per ripercorrere la storia palermitana e siciliana, della quale fa parte a pieno titolo la storia del movimento operaio. I documenti interni di partiti e sindacati, le lettere, il materiale propagandistico, le relazioni politiche ed economiche dallo sbarco degli alleati in Sicilia in poi, rappresentano uno strumento di ricerca insostituibile per comprendere il passato e il presente della nostra città con al centro anni di lotta per i diritti e di conquiste sociali.

Il presidente Salvatore Nicosia e i lavoratori in questi lunghi anni hanno operato per consentire a un pubblico vastissimo di studiosi, studenti, militanti e cittadini la fruizione di un patrimonio culturale di inestimabile importanza, ma il Comune ha avviato l'iter per lo sfratto perchè l'Istituto risulta debitore di 59 mila euro. Prima della Cgil sono stati il coordinamento di Sinistra Comune, il capogruppo del Partito democratico a Sala delle Lapidi, Dario Chinnici, e il presidente della V circoscrizione, Fabio Teresi, a firmare l'appello sottolineando di essere al fianco di chi fa cultura sempre e comunque: "Il Comune deve valutare bene se effettivamente il valore oggettivo di ciò che l'istituto Gramsci fa per la cittadinanza non sia superiore al semplice valore materiale del canone di locazione".

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