Sette occulte e presunti veggenti, decine di palermitani “in trappola”

Dall'inizio del 2017 sarebbero una ventina le richieste di aiuto arrivate allo sportello locale del Gris, il Gruppo di ricerca ed informazione socio-religiosa. Interi gruppi di famiglie tenuti sotto scacco da guru e guaritori

Il pentacolo capovolto usato dai satanisti

Un labirinto disseminato di trappole da cui uscire è quasi impossibile. Le strade per arrivarci sono diverse, ma è difficile trovare quella per venirne fuori. Il fenomeno delle sette occulte a Palermo, come nel resto del mondo, è stratificato e complesso. L’argomento è tabù. Non è facile trovare qualcuno disposto a parlarne, eppure il fenomeno sembra diffuso più di quanto sembri.

UNA VENTINA DI CASI SEGNALATI

Nonostante il contesto non sia facilmente inquadrabile, dal momento che sette più o meno organizzate si mescolano a sedicenti maghi o guaritori, gli operatori sociali che si occupano di assistere le “vittime” parlano di una ventina di casi che si sono susseguiti dall’inizio dell’anno. Interi gruppi di famiglie di Palermo e provincia tenuti sotto scacco da improbabili guru o veggenti. Invece, sul fronte delle sette occulte, dedite per lo più a culti satanici, secondo quanto appreso dalle forze dell’ordine, negli ultimi mesi, nel Palermitano, non ci sarebbero stati reati riconducibili a messe nere o riti satanici, come, ad esempio, furti di ostensori o arredi sacri nelle chiese.

L’ANALISI DEL GRIS

Al di là della calma apparente, continua a squillare il telefono della sede di Palermo del Gris, il Gruppo di ricerca ed informazione socio-religiosa, con sede nazionale a Bologna, e diffuso in tutto il territorio. Lo conferma a Palermotoday, il responsabile per la Sicilia, Tullio Di Fiore, docente e teologo, autore di un recente libro dedicato proprio a magia e satanismo.

“Non posso dire che i casi siano in diminuzione, - rivela Di Fiore - perché dalle richieste che arrivano al Gris Palermo e Sicilia, i fenomeni di questo tipo sono purtroppo sempre presenti”. Dall’inizio dell’anno, allo sportello di aiuto del Gris di Palermo, sono state indirizzate dalla sede nazionale una ventina di richieste di aiuto provenienti dal capoluogo e dal territorio circostante. “Ci sono interi gruppi di famiglie che abbiamo indirizzato ad uno psicoterapeuta, - spiega il teologo – ma c’è omertà, paura e resistenza. Si tratta di gruppi legati non solo al satanismo, ma a casi di magia, guru o presunti veggenti. La gente non ne vuole parlare, anche se ne è uscita, perché ha paura di possibili ritorsioni o minacce, non scendo nel dettaglio per evitare che le persone che parlano con noi possano essere identificate”.

Intanto, per arginare l’emergenza e potenziare l’attività di assistenza, il Gris punterà sulla formazione. “Prossimamente – prosegue Di Fiore – attiveremo un istituto di alta formazione, organizzeremo dei corsi sperando di coinvolgere anche forze dell’ordine e giuristi. Partiremo, inoltre, con una nostra indagine sul territorio di Palermo, proveremo a fare un’analisi coinvolgendo tutte le parrocchie del territorio ed anche in questo caso le forze dell’ordine. In quest’ambito, purtroppo, non c’è condivisione dei dati, ognuno lavora per conto proprio”.

L’IDENTIKIT DELL’ADEPTO

Difficile tracciare un identikit dell’adepto “modello” o di chi si lascia affascinare dalle false promesse di imbonitori e truffatori dell’occulto. Il fenomeno delle sette coinvolge per lo più giovani, che stanchi delle religioni ufficiali, abbracciano altri culti. Molto spesso agiscono nell’ombra, anche se non manca chi si professa “satanista” con orgoglio. È il caso dell’Unione satanisti italiani, fondata tre anni fa da una ragazza ligure, ma che da qualche anno vive in Sicilia. Si fa chiamare Jennifer Crepuscolo, pubblica “messianici” post su Facebook ed è ormai diventata paladina nazionale del “satanismo spirituale”, che nulla avrebbe a che vedere con quello “acido”, frutto di una sottocultura giovanile che pratica azioni violente, profanazioni di tombe e chiese, sotto l’effetto di droghe.

I LUOGHI DEI RITUALI

Altrettanto complicato è, inoltre, capire quali siano i luoghi di Palermo più frequentati dalle “gang del diavolo”. La capillare diffusione di internet e dei social network ha creato una barriera impenetrabile dietro cui i “cerimonieri” del pentacolo capovolto organizzato riti e liturgie, usando messaggi in codice rivolti agli adepti. In alcuni casi verrebbero aperti anche portali web con accesso consentito solo da password. Siti poi cancellati per non lasciare tracce. Se da un lato sarebbero i boschi di Monte Pellegrino a prestarsi a rituali magici, dall'altro le mete preferite restano sempre le chiese abbandonate. Ma teatro di certe “devozioni” sarebbero anche alcuni vecchi palazzi del centro storico e ville immerse nel verde della periferia cittadina.

L’APPELLO DI LOREFICE

Sul fronte, poi, delle dipendenze da presunti maghi e imbonitori, recentemente è intervenuto anche l’arcivescovo di Palermo, Corrado Lorefice, che, il mese scorso, ha inviato una nota a presbiteri, diaconi e membri delle comunità religiose, mettendo in guardia da sedicenti veggenti. “Considerato il moltiplicarsi d’incontri di preghiera o di testimonianza tenuti da persone, appositamente invitate, appartenenti a nuove realtà ecclesiali non approvate, né riconosciute o verificate dall'autorità ecclesiastica, o da sedicenti veggenti o, ancora, da chi si dichiara depositario di soprannaturali poteri o rivelazioni – si legge nella nota dell’Arcidiocesi – dispongo che iniziative ed inviti vengano previamente sottoposti al discernimento e all'approvazione dell'ordinario del luogo”. In questo caso “bersaglio” della lettera di Lorefice era il presunto veggente brasiliano Pedro Regis, che avrebbe dovuto tenere una preghiera, poi annullata, nella chiesa di Sant’Agata a Villabate.

IN FUGA DALLA CHIESA

Siamo davanti, comunque, ad un universo articolato. Fenomeni che dilagano, da un lato a causa di un diffuso malessere sociale – in cui spesso l’ignoranza la fa da padrona – che spinge alla ricerca di ogni mezzo, anche i più improbabili, pur di risolvere i problemi. Dall’altro, la religione ufficiale, evidentemente, convince sempre meno, causando una “diaspora” verso nuove fedi che, al di là di intenti più o meno virtuosi, potrebbero celare al loro interno pericolose schegge impazzite. 

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Commenti (4)

  • Avatar anonimo di Erika
    Erika

    Ma come è possibile che ancora, nel 2017, c'è gente che crede a queste cose? Non ho parole!

  • Proprio oggi una sedicente maga su facebook Melyssa Montero ha postato questo post: Consulto carte tre domande,kiama con fiducia troverai un'amica, una guida spirituale e sarai una risposta a tutte le tue domande

  • Purtroppo l'ignoranza rappresenta il terreno fertile per iniziare a farsi infinocchiare...

  • Il bisogno di spiritualità, di credere ad entità metafisiche più o meno "ufficiali" é una delle più grottesche e macroscopiche manifestazioni della irrimediabile ingenuità dell'essere umano ("ingenuità" non é la parola giusta, ma non voglio essere censurato).