"Dal totonero alle scommesse on line", così Splendore è diventato il "re" del gioco

I retroscena dell'operazione delle guardia di finanza che ha portato al sequestro di beni per l'imprenditore Enrico Splendore. Il colonnello Persano: "Vicino a esponenti di spicco del mandamento mafioso di Brancaccio"

Un'intuizione giusta messa però al servizio non solo dei normali cittadini, ma anche dei boss. L’imprenditore Enrico Splendore, che ieri si è visto sequestrare un patrimonio da sette milioni di euro dalla finanza, è stato "l’antesignano del mondo dei giochi a Palermo. Quando negli anni ’90 non esistevano corner e punti gioco online lui si occupava del totonero (la raccolta di scommesse clandestine ndr). Nel momento in cui si è liberalizzato il gioco con le concessioni dei Monopoli, ha deciso di investire diventando per molti anni, sino al 2009 anno dell’indagine per cui è stato condannato per gioco abusivo, il punto di riferimento a Palermo del mondo dei giochi, non solo per l’economia locale, ma anche per la mafia locale”. A dirlo ad Agimeg è il colonnello della guardia di finanza Danilo Persano del Nucleo di polizia economico-Finanziaria di Palermo.

"Imprenditore vicino ai boss": sequestro da 7 milioni, c'è anche il Bar Splendore

Sotto sequestro sono finiti beni mobili e immobili, aziende, disponibilità finanziarie e contanti. Per gli inquirenti l'imprenditore aveva "allacciato sistematiche relazioni con diverse persone che si sono avvicendate nel tempo ai vertici delle cosche mafiose di Brancaccio, corso dei Mille e Villabate, zone dove l'imprenditore ha concentrato i suoi interessi, anche legali. Tra questi il Bar Splendore, attività commerciale nel cuore di un quartiere, Settecannoli, controllato dalla cosca mafiosa di corso dei Mille. Le indagini hanno permesso di far emergere la vicinanza di Splendore con esponenti di spicco del mandamento mafioso di Brancaccio, come Pietro Tagliavia, trovando conferma anche nelle dichiarazioni di diversi collaboratori di giustizia (Andrea Bonaccorso e Stefano Lo Verso), che hanno descritto l'aiuto fornito all'imprenditore nell'esercizio delle sue attività“.

“Splendore - aggiunge Persano - è stato condannato per associazione in relazione all’esercizio abusivo del gioco per aver realizzato abusivamente giocate attraverso un sistema telematico parallelo a Palermo e provincia e sul territorio nazionale dal 2007 al 2010. C’è stato un periodo poi, svelato dalle indagini, in cui operava attraverso i cosiddetti '.com', siti attraverso i quali si gioca online, ma non sono autorizzati dai Monopoli, quindi sfuggono al controllo dell’Agenzia Nazionale". 

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