Istituto comprensivo di Petralia Soprana, l’incontro finale del progetto “Legalità e Progresso”

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PalermoToday

Si conclude domani il progetto “Legalità e Progresso” che ha visto protagonisti gli alunni dell’Istituto comprensivo di Petralia Soprana. Il percorso formativo ha mirato a far crescere una cultura e una visione della vita solidale, fondate sulla dignità di ogni persona, sulla giustizia, sulla rottura di qualsiasi cedimento alla corruzione. 

Domani, nell’aula magna della sede centrale dell’Istituto, a Petralia Soprana, in occasione dell’incontro conclusivo che coinvolgerà oltre agli alunni anche le famiglie e le istituzioni, la professoressa Daniela Cappadonia, coordinatrice del progetto, presenterà un documento che racconta tutta l’attività svolta. Interverranno il dirigente scolastico Francesco Serio e i mini sindaci di Petralia Soprana Agnese Vizzini, di Blufi Gabriele Li Puma e di Bompietro Giulia Cortina che saranno accompagnati dai rispettivi presidenti del consiglio dei ragazzi Mario Scelfo, Lara Naselli e Ginevra Sabatino.

Il progetto, finanziato dall’assessorato all’Istruzione e Formazione della Regione Siciliana, è stato realizzato in partenariato con il Gal Madonie, l’Unione dei Comuni delle Madonie e l’Associazione Isonomia. L’attività si è sviluppata in tre fasi. Nella prima ha coinvolto più di 180 alunni della scuola primaria di Petralia Soprana, Blufi e Bompietro che hanno scoperto la carta costituzionale, intesa quale patrimonio di cultura e di diritti contro qualsiasi forma di illegalità e di contrasto alla mafia, attraverso un laboratorio teatrale di Bimbo Italia realizzato dall’Associazione Isonomia. La seconda fase ha visto protagonista la scuola secondaria di secondo grado. In questo caso è stato valorizzato il patrimonio prezioso di speranza e di coraggio dei familiari delle vittime della violenza mafiosa. Testimone d’eccezione è stata Graziella Accetta, mamma di Claudio Domino ucciso dalla mafia all’età di 11 anni nel 1986 mentre giocava a pallone per strada. La signora Graziella ha raccontato la storia del piccolo Claudio e degli altri 107 bambini innocenti uccisi dalla criminalità organizzata. Bambini che sono morti perché si sono trovati nel posto sbagliato nel momento sbagliato. La terza fase ha visto i ragazzi calpestare la terra del feudo Verbuncaudo, il feudo che fu di Michele Greco e che oggi è simbolo di legalità e riscatto sociale. Gli alunni dell’Istituto Comprensivo di Petralia Soprana hanno ripercorso tutta la storia del feudo dal 1200 fino alla confisca e all’assegnazione delle terre alla cooperativa di giovani madoniti che lo stanno gestendo. Tutto quanto sarà ripercorso domani dalle 10,30 nell’aula magna della sede centrale dell’Istituto.

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