Lavori alla scuola Ferrara, genitori occupano ed evitano lo sgombero

Hanno fermato gli operai che stavano portando via porte e finestre. Gli interventi nei locali dell'istituto, in zona Magione, si concluderanno a novembre. Protestano contro il Comune, reo di non aver individuato per tempo delle alternative. Trovata, intanto, una soluzione tampone

I genitori riuniti in classe - foto Salvatore Vatreca

Mamme e papà occupano la scuola per garantire il diritto allo studio dei figli ed evitarne lo sgombero. I genitori dei piccoli dell'istituto comprensivo Amari-Roncalli-Ferrara hanno fermato i muratori che stavano iniziando gli interventi e si sono barricati all'interno dei locali di piazza Magione, anche con l'appoggio della preside Lucia Sorce. "Siamo stati presi in giro. Volevano portare i nostri bambini - spiega una mamma, Carolina Giglia - in un ambiente non idoneo per loro, per di più condividendo i bagni con ragazzi più grandi. Ma intanto devono garantirgli la possibilità di proseguire con le attività didattiche".

I lavori di ristrutturazione avviati per rendere la scuola più sicura dovrebbero terminare a novembre, mentre la consegna è prevista per gennaio 2016. In caso contrario si perderebbe un finanziamento europeo per oltre due milioni di euro. "Conoscevamo la situazione, ma - spiega Giglia - eravamo riusciti a trovare un compromesso per evitare i doppi turni e mantenere alcune classi in quella scuola. Ieri, mentre i nostri figli stavano facendo lezione, sono entrati gli operai che stavano iniziando a smontare le finestre, le porte dei bagni e alcune mattonelle. Questo non è accettabile - conclude - e per questo lo abbiamo impedito".

Gli stessi genitori erano andati a fare un sopralluogo nei locali individuati dal Comune per tamponare l'emergenza, ovvero le Artigianelle e l'ex ludoteca Bimba, in zona Kalsa, ma - spiegano - lo stesso assessore comunale alla Scuola, Barbara Evola, si sarebbe reso conto che quei locali non erano idonei. Per di più i piccoli alunni avrebbero dovuto condividere i bagni con ragazzi più grandi.  "L'amministrazione intende traslocare i 120 bambini - spiega il consigliere Antonella Monastra (Pd) - in strutture ancora da adeguare. Sono solidale con i genitori e sconcertata per quello che è successo. Le famiglie, pur avendo avviato un dialogo con l'Amministrazione, hanno dovuto constatarne l'inerzia nel ricercare soluzioni alternative e possibili".

"Ieri - ha aggiunto il consigliere comunale Nadia Spallitta (Mov139) - è stato notificato al dirigente scolastico l'obbligo immediato di trasferimento per lavori di ristrutturazione. Condivido la preoccupazione dei genitori: hanno ragione a protestare se le strutture proposte dal Comune non sono adeguate. Non mi è chiaro - ha aggiunto - il motivo per cui l'Amministrazione non si sia attivata per tempo per individuare alternative valide". Secondo alcune indiscrezioni, però, si sarebbe trovata una soluzione per evitare lo scenario proposto: creare una passerella che porti all'esterno, sebbene fatta con delle piante, separare i bagni per da evitare il contatto con i ragazzi più grandi e ridimensionare il numero di coloro che dovranno andare all'ex Bimba.

DAL COMUNE - "Ci siamo impegnati e ci stiamo impegnando per garantire da un lato il completamento dei lavori della scuola Ferrara, che devono concludersi entro e non oltre il prossimo autunno, e dall'altro la possibilità per i bambini della scuola dell'infanzia di proseguire l'attività didattica fino al termine dell'anno scolastico. Dopo una difficile ricerca di locali da utilizzare in alternativa, l'Amministrazione ha individuato, nelle immediate vicinanze, gli spazi comunali alternativi che, a lavori di adeguamento eseguiti, saranno consegnati alla Scuola Ferrara, entro mercoledì 15 aprile".

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Lo hanno dichiarato l'assessore alla Riqualificazione urbana e alle Infrastrutture, Emilio Arcuri e l'assessore alla Scuola, Barbara Evola che aggiungono: "A questo trasferimento, non ci sono alternative pena il pregiudizio del completamento dei lavori che, se non saranno conclusi entro la data prevista, comporteranno la perdita del finanziamento dell'Unione europea. Il disagio provocato - concludono - sarà ricompensato tra qualche mese con una scuola sicura, adeguata e certamente più bella. Per questo confidiamo nel senso di responsabilità e nello spirito di collaborazione delle famiglie e degli operatori della scuola".

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