Scultura vivente sfila per la prima volta a Palermo tra la curiosità dei passanti

E' successo in centro, merito di un giovane artista laureato all'Accademia di Belle Arti, Simone Tripaldi: "L'abito è stato realizzato con grucce riciclate. Ogni anno migliaia di donne subiscono violenze domestiche"

La scultura vivente in centro

Una scultura vivente sfila per la prima volta a Palermo. Merito di un giovane artista laureato in Scultura presso l'Accademia di Belle Arti, Simone Tripaldi, protagonista della vicenda insieme alla ragazza scelta per l'esperimento. L'artista a PalermoToday spiega quello che è successo: "Ho disegnato un abito realizzato attraverso grucce riciclate che lo scorso sabato ha sfilato per le vie del centro storico in occasione delle violenze domestiche subite ogni anno da migliaia di donne". Risultato? Per la prima volta a Palermo una scultura vivente si è mischiata tra i passanti suscitando curiosità. Tanti palermitani tra una foto ed un complimento, hanno chiesto "lumi".

"Migliaia di donne - dice Tripaldi - ogni anno subiscono ed omettono violenze domestiche, verbali e fisiche. Lavano e appendono alle grucce i propri vestiti che conservano memoria della sofferenza di cui si sono macchiati. Donne che lavano i panni sporchi in famiglia, che lasciano asciugare e rimarginare profonde ferite tra le mura di casa, isolandosi da tutto e da tutti.  Le grucce diventano scheletri, ossa, che intrecciandosi fra loro costruiscono una gabbia inespugnabile.  Donne piene di vergogna e sensi di colpa, che non gli appartengono. Donne sole, che non hanno il coraggio di denunciare violenze imperdonabili che, troppo spesso, sfociano in femminicidio. Da queste amare considerazioni nasce la mia esigenza di realizzare questa scultura con l’intento di denunciare e, allo stesso tempo, esprimere la necessità di mettere in mostra il silenzio della violenza domestica, facendola diventare vivente attraverso una performance".

Tripaldi poi fornisce alcuni dettagli "tecnici": "Ho disegnato questo capo scultoreo di 220 cm di altezza attraverso l'utilizzo di 160 grucce di plastica modellate a caldo. Simulando un modulo iniziale, ho generato poi un intreccio scultoreo che ho fatto indossare e sfilare lungo le strade affollate di un sabato sera.Non occorre  necessariamente varcare la soglia di un museo per osservare dell’arte. Infatti, le vie del centro storico di Palermo sono diventate esse stesse museo. I passanti, attenti osservatori, hanno manifestato notevole interesse, partecipando con la stessa curiosità apparente che si ha quando si entra per la prima volta in un museo. L'arte - conclude - scende in strada e la scultura diventa una vera e propria opera vivente che cattura interesse rendendo partecipi grandi e piccini".
 

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