Caso Saguto, interrogazione dei senatori Idv: "Perchè ha ancora la scorta?"

Un’interrogazione parlamentare è stata depositata da Alessandra Bencini e Maurizio Romani. "Chiediamo al Ministro di confermare ed eventualmente revocare tale misura". Intanto messaggio di solidarietà del sindacato "LeS polizia di stato" all'ufficio scorte di Palermo

“Ci risulta che l'ex presidente della sezione misure cautelari del Tribunale di Palermo Silvana Saguto abbia ancora a disposizione il servizio di scorta. Chiediamo dunque al ministro della Giustizia di confermare questa circostanza e, in caso, di revocare tale misura”. E’ quanto si legge in un’interrogazione parlamentare depositata dai senatori dell’Italia dei Valori Alessandra Bencini e Maurizio Romani.

Nell’atto parlamentare si ricorda che “il ministro ed il Procuratore generale della Corte di CassazionePasquale Ciccolo hanno promosso l’azione disciplinare contro il magistrato Silvana Saguto sulla base di una serie di capi di imputazione di enorme gravità che hanno spinto a chiedere la sospensione cautelare delle funzioni ed il collocamento fuori dai ruoli della magistratura, e che lo stesso ministro si è espresso pubblicamente contro la violazione dei doveri di imparzialità e correttezza contestando l'uso distorto della funzione giudiziaria per interessi privati”.

SOLIDARIETA' ALL'UFFICIO SCORTE - Intanto la segreteria provinciale di Palermo di "LeS Polizia di Stato", esprimall'e massima solidarietà ai colleghi dell’Uuficio Scorte di Palermo, in particolar modo a "coloro che in tutti questi anni hanno svolto il servizio di scorta alla dottoressa Saguto, in questi giorni oggetto di rivelazioni giornalistiche che minano la serietà e la professionalità degli operatori”, dichiara il segretario provinciale Pasquale Guaglianone.

“Siamo certi che la loro assoluta professionalità dimostrata negli anni - prosegue Guaglianone - non verrà mai messa in discussione. A dimostrazione di ciò vi è il fatto incontestabile che, nonostante le difficili condizioni in cui si sono da sempre trovati ad operare, siano stati molte volte oggetto di plauso da parte dei Dirigenti che si sono succeduti a capo dell’ufficio. Ci domandiamo piuttosto - aggiunge il sindacalista - a chi giova tutto questo ‘assalto mediatico’ nei confronti di persone che rischiano la vita per difendere le personalità che vengono loro assegnate e quale sia il motivo della diffusione di notizie che quotidianamentetendono a screditare il sacrificio di questi operatori, indicati come valorosi solo nei tristi giorni delle commemorazioni”.

“Noi siamo consapevoli che il compito affidato agli uomini dell’Ufficio Scorte - conclude Guaglianone - sia, per sua natura, un ruolo ingrato: occuparsi della sicurezza delle personalità da proteggere senza ricevere, molte volte, la giusta considerazione né da chi viene protetto, né dalla gente comune, ci si ricorda del loro sacrificio solo quando esso diventa estremo, solo quando non serve più, con la consapevolezza che essi continueranno a svolgere il proprio dovere con il solito massimo impegno e dedizione, a loro va la nostra fiducia e l’invariata stima”.

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