Caos al comando dei vigili, scintille per il reintegro di un sindacalista: interviene la polizia

A chiamare il 113 un dirigente sindacale trasferito d'ufficio dal comandante ma recentemente reintegrato grazie a un ricorso accolto dal giudice. Stamattina gli strascichi: un altro vigile, dopo un'accesa telefonata che pare fosse legata all'episodio di ieri, si è sentito male ed è stato soccorso dal 118

Le ambulanze davanti al comando di via Dogali

Scintille e diverbi al comando di via Dogali. Sono state due giornate all’insegna della tensione nella caserma della polizia municipale dove ieri è dovuta intervenire una volante della polizia di Stato. A contattare il 113 è stato un commissario, Gianfabio Monacò, il dirigente sindacale Fp Cgil che era stato trasferito dal comandante Gabriele Marchese senza il nulla osta dell’organizzazione sindacale e poi reintegrato grazie al ricorso accolto dal giudice del lavoro. Un episodio che stamattina avrebbe avuto anche degli strascichi. Uno dei componenti della segreteria del comando, stamattina, si è sentito male al termine di una telefonata in qualche modo collegata alla vicenda di ieri ed è stato portato in ambulanza al pronto soccorso dell’ospedale Cervello.

Tutto è iniziato ieri pomeriggio, quando al dirigente sindacale - sostiene Monacò - è stata negata la possibilità di protocollare un atto. “Si trattava di una richiesta da inoltrare al Comando in relazione alla sentenza del tribunale di Palermo che non è stata ancora applicata”, spiega. "Sentenza impugnata per un errore materiale e che è stata comunque eseguita", precisa il comandante Marchese. Di fronte a quel rifiuto il commissario ha chiamato la polizia sul posto sono arrivati due agenti. Dopo i primi momenti di tensione la polizia, confermano dalla Questura, si sarebbe limitata a identificare i presenti per cristallizzare la situazione e ad acquisire la lettera non protocollata e oggetto della discussione. Anche alla luce dell’intenzione del sindacalista di presentare un esposto per il comportamento adottato nei suoi confronti. Intervento della polizia cui sarebbe seguito, secondo alcuni, un ulteriore diverbio tra le parti coinvolte durante cui sarebbero volate anche parole grosse e che avrebbe mandato il comandante su tutte le furie.

Stando a quanto ipotizza il sindacalista, il quale si tiene stretto in vista delle indagini che potrebbero essere avviate in seguito alla sua denuncia, ci sarebbe altro non strettamente collegato al suo trasferimento e al successivo reintegro disposto dal giudice. Il comandante della polizia municipale Marchese, invece, prova a gettare acqua sul fuoco e sostenendo che possa esserci anche qualche secondo fine in questo caos considerato “strumentale”. “Innanzitutto va detto che il commissario verrà sanzionato disciplinarmente per aver chiamato la polizia senza che vi fossero i presupposti per farlo. Il problema di fondo però - spiega a PalermoToday - è che il sindacalista, sostenendo la mancata applicazione di una sentenza a lui favorevole, continua a rivolgersi agli uffici sbagliati. Non fa parte dell’Ufficio di staff ma del Servizio mobilità e sicurezza. Gli è stato consentito di protocollare una prima richiesta, mentre per la seconda è stato inviato a cambiare ufficio”.

Stamattina il secondo “round”. Mentre tra i corridoi del comando non si faceva altro che parlare dell’episodio del giorno prima, qualcuno ha contattato il 118 per chiedere l’intervento di un’ambulanza: “C’è un collega che sta male, venite!”. I sanitari hanno soccorso l’agente, cardiopatico, e lo hanno portato in ospedale per accertamenti. Sembrerebbe che sia stato colto da un malore dopo una telefonata di lavoro, forse con lo stesso comandante, al termine della quale ha cominciato a sentire un forte dolore al petto. I primi accertamenti al Cervello, dov'è entrato in codice rosso, avrebbero escluso il peggio. Due episodi avvenuti in sequenza tra ieri e oggi che potrebbero compromettere il clima al comando di via Dogali. Con tutto ciò che ne potrebbe conseguire.

"Sono fatti - dichiara Daniele Galici, Rsu Ugl - che turbano la serenità dei lavoratori. Questa Amministrazione ha fatto del principio di legalità un cavallo di battaglia ma ora rischia di scivolare su una buccia di banana non dando esecuzione ad una sentenza che va eseguita e non discussa. Né tantomeno vanno cercati cavilli burocratici per non ottemperare a quanto disposto dal giudice". Secondo indiscrezioni che filtrano da Palazzo delle Aquile questa vicenda potrebbe essere la classica goccia che farebbe traboccare il vaso. Sembrerebbe infatti che il ruolo del comandante sia in bilico, ma della riorganizzazione e conseguente rotazione di dirigenti e capi area si parlerà dopo la presentazione della nuova Giunta, attualmente prevista per sabato 2 marzo.

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Commenti (5)

  • Barzellette e barzellettieri.

  • Con tutti questi episodi di violenza cittadina si pensa a fare discussioni ridicole. Furti, rapine e atti di violenza personale sono all'ordine del giorno. Una Città invivibile e insicura. Tutto questo è ridicolo! Se c'è un provvedimento del Giudice che sia in favore del sindacalista il Dirigente deve ottemperare e occuparsi dell'ordine e del buon svolgimento dei compiti a lui affidati! Pensate alla gente piuttosto di fare inutili discussioni che non interessano la collettività. Sindaco dove sei??

  • i panni sporchi si lavano in famiglia

  • Ahhahaha che serietà...

  • È entrato con codice rosso ma non è in pericolo di vita.... Chissà se ad un semplice cittadino avrebbero riservato lo stesso trattamento sarebbe già stato tanto un codice giallo...

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