Pensionati, i sindacati pronti a scendere in piazza

Le segreterie regionali di Spi Cgil , Fnp Cisl e Uilp Uil Sicilia riunitesi a Palermo in occasione di un direttivo unitario dei pensionati, tornano a chiedere con forza “un maggior impegno alle istituzioni” e annunciano la loro presenza agli scioperi generali del 6 giugno a Palermo e del 22 giugno a Roma.

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PalermoToday

Avvio delle vertenze territoriali in tutte le province siciliane e, se sarà necessario, manifestazioni e iniziative di piazza regionali per accendere i riflettori su una condizione, quella dei pensionati e degli anziani siciliani sempre più poveri, che è ormai una vera e propria emergenza sociale.

Le segreterie regionali di Spi Cgil , Fnp Cisl e Uilp Uil Sicilia riunitesi a Palermo in occasione di un direttivo unitario dei pensionati, tornano a chiedere con forza "un maggior impegno alle istituzioni" e annunciano la loro presenza agli scioperi generali del 6 giugno a Palermo e del 22 giugno a Roma.

"Abbiamo dato l'avvio - spiegano i segretari di Spi Cgil, Fnp Cisl e Uil Pensionati Saverio Piccione, Alfio Giulio e Antonino Toscano - ad una stagione di vertenze territoriali serrate , con la richiesta di incontro immediato con l'esecutivo Crocetta e con i Comuni".

Fra le richieste dei sindacati : la creazione di un fondo unico per la non autosufficienza in cui far confluire le risorse disponibili per l'assistenza agli anziani; la verifica e il potenziamento dell'assistenza domiciliare integrata in tutti i Comuni; l'avvio della fase progettuale dei progetti finanziati con il Piano d'azione e coesione (Pac) pari a 41 milioni di euro per l'anno in corso, che rischiano di andare persi; la velocizzazione del percorso di approvazione della legge di revisione della 328, per tutelare le famiglie alle prese con il disagio economico e a maggior rischio di marginalità sociale e una legge per la non autosufficienza, considerato che l'Italia è uno dei pochi paesi non ancora dotatosi di un testo organico.

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