Riordino delle carriere, il sindacato di polizia Sap indice 3 ore di "sciopero"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PalermoToday

Giovedì 30 marzo numerosi poliziotti della provincia di Palermo si sono riuniti in assemblea, indetta dalla segreteria provinciale del Sap (Sindacato Autonomo Polizia), presso la sala multimediale "Domenico Corona", sita all’interno della caserma "Pietro Lungaro", astenendosi dal lavoro dalle 11 alle 14, in segno di protesta contro il riordino delle carriere varato dal governo e ora all’esame del Parlamento. Lo dichiara il Segretario Provinciale del Sap di Palermo Gaetano Maranzano.

"Nonostante abbiamo apprezzato lo sforzo economico compiuto dall’esecutivo, non possiamo non avversare, in tutti i modi concessi dalla legge, questo provvedimento che non è un riordino, ma si può definire un’operazione di riparametrazione degli stipendi figlia dell’enorme miopia del governo precedente che, per assicurarsi consenso elettorale, decise di investire nel bonus degli 80 euro di lavoro nero legalizzato non rilevante ai fini pensionistici e previdenziali".

Il bonus sparirà dalle buste paga a settembre, spiega il Segretario provinciale di Palermo, e per compensare questa perdita e riparametrare gli stipendi, serviranno oltre 800 milioni di euro dei 927 stanziati dal governo, che saranno investiti, quindi, in un’operazione che nulla ha a che vedere con le progressioni di carriera. L’unico dettaglio, sottolinea Maranzano, è che il miraggio degli 80 euro svanirà definitivamente, perché questa cifra, una volta resa strutturale e quindi alleggerita del 60,2% di trattenute, si trasformerà in 32 euro circa di aumento di stipendio.

Si tratta, quindi, di una grande occasione gettata alle ortiche, mentre, negli ultimi giorni, stanno circolando informazioni false e fuorvianti da parte di chi è politicamente interessato a sostenere questo riordino inutile, aggiunge il Segretario provinciale di Palermo. "Noi ci auguriamo - si legge in una nota - che la gran parte dei colleghi, nei giorni a seguire, aderiscano a tutte le forme di protesta insieme a noi. Il provvedimento si può ancora cambiare e noi abbiamo già pronta una proposta per consentire di rivedere l’intero progetto".

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