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Commerciante denuncia gli estorsori: padre e figlio finiscono in manette

Arrestati Francesco Paolo e Tommaso Bonfardeci. La vittima un negoziante di San Lorenzo minacciato con lettere in dialetto, con ingiurie sul profilo Facebook del figlio e con un'aggressione alla moglie

Redazione15 maggio 2012

Padre e figlio arrestati per tentata estorsione dalla polizia con l'accusa di aver chiesto il pizzo a un commerciante di San Lorenzo che li aveva denunciati nel dicembre scorso dopo aver ricevuto una lettera minatoria. A carico di Francesco Paolo e Tommaso Bonfardeci, rispettivamente 47 e 22 anni, ha emesso ordine di custodia cautelare in carcere il Gip Sergio Ziino, su richiesta del Pm Francesco Del Bene.

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La vittima – secondo quanto riferiscono gli inquirenti - aveva ricevuto per posta un plico contenente una carta da gioco del due di denari con le scritte: "Ti raccomando, il bambino ha bisogno, cu mancia fa muddiche" (chi mangia semina briciole, ndr) e "A tranquillita', ci vediamo prima delle feste, bella". La frase in dialetto era stata collegata dal commerciante al nome di una trattoria di Ballarò, ritenuta vicina ad ambienti mafiosi e dove lavorava Francesco Paolo Bonfardeci. Quest'ultimo, nello stesso periodo in cui fu recapitata la lettera, aveva chiesto e ottenuto dalla vittima un incontro per chiedergli di riassumere suo figlio Tommaso, che era stato per qualche tempo alle dipendenze della commerciante e poi licenziato per gravi inadempienze. Il padre aveva spiegato che il figlio aveva bisogno di un'occupazione per motivi legati allo svolgimento del processo e alla misura di prevenzione a suo carico ma il negoziante aveva rifiutato di riassumerlo.

In seguito il commerciante aveva subito altre intimidazioni: ingiurie a suo figlio sul profilo Facebook, un'aggressione a sfondo di rapina contro sua moglie, un furto dalla sua vettura ed una visita nel suo negozio da parte di tre sconosciuti che avevano mostrato di conoscere le abitudini
della sua famiglia. Una perquisizione della polizia nel domicilio dei due Bonfardeci ha portato al sequestro di un mazzo di carte mancante proprio del due di denari, mentre una perizia calligrafica su un documento scolastico sequestrato a Tommaso Bonfardeci gli ha attribuito la paternità delle
scritte minatorie. Venerdì scorso erano finiti in manette altri due estorsori filmati mentre chiedevano il pizzo al panificio Puccio ed al pub Dorian in piazza Don Bosco.

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