Sahar non è morta invano: le donne iraniane al Barbera per assistere a Italia-Armenia

In occasione della partita di qualificazione a Euro 2020 a Palermo la Figc ha accolto la richiesta di ospitare una delegazione di donne iraniane. La svolta dopo il caso della ragazza di 29 anni morta dopo essersi data fuoco perché condannata a sei anni di carcere per essere entrata allo stadio

L'Armenia si allena al Barbera - foto Ansa

In occasione della partita della Nazionale Italia-Armenia che verrá disputata stasera al Renzo Barbera di Palermo la Figc ha accolto la richiesta di ospitare una delegazione di donne iraniane allo stadio su iniziativa di Mete Onlus, presieduta da Giorgia Butera, in stretta collaborazione con l’avvocato Francesco Leone, presidente dell'Associazione dei Giuristi Siciliani-A.Giu.Ssi e con con il sostegno del sindaco di Palermo Leoluca Orlando. L’associazione Mete Onlus impegnata nell’alto tema dei diritti umani internazionali da poco ha ideato ‘Woman's Freedom Iran', una nuova campagna per la giustizia a la tutela della libertà di ogni donna iraniana.

L’accesso allo stadio in Iran fino a pochi mesi era vietato a tutte le donne per tutte le competizioni maschili, solo dopo l’ultimatum da parte della Fifa all’Iran affinché venisse garantita la paritá di genere negli stadi e dopo il suicidio di Sahar Khodayar la ragazza di 29 anni morta dopo essersi data fuoco perché condannata a sei anni di carcere per essere entrata allo stadio, le autoritá iraniane hanno consentito l’accesso allo stadio alle donne ma per ora solo per le partite internazionali.

“Questa notizia - spiega la consulente tematica della campagna l’antropologa e giornalista Tiziana Ciavardini - seppur considerato un piccolo grande passo per l’emancipazione femminile, continua a discriminare in maniera dispotica la figura della donna nella societá iraniana. C’é urgente bisogno che tutte societá sportive rivedano quale condotta adottare nei confronti di quei paesi come l’Iran che ancora impongono divieti e restrizioni nei confronti delle donne”.

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Allo stadio di Palermo saranno presenti anche altre iraniane che non affiancheranno peró la delegazione per paura di essere identificate e condannate nel loro paese. La loro preziosa presenza sará comunque a sostegno della campagna di Mete Onlus nell’attesa di vedere riconosciuti i propri diritti, con il libero accesso negli stadi anche per le partite del campionato nazionale in Iran. “Non è facile - spiega la Presidente Butera - far comprendere la difficoltà relegata a questa azione: paura, oppressione, negazioni. Una fortissima azione di contrasto all'Iran, Paese nel quale é negato l'accesso allo stadio per le donne. Ci siamo riusciti, e per noi é motivo di gratificazione nell'ambito delle buone pratiche per ciò che concerne i diritti umani internazionali”.

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