Pronto Rosy Abate? Il loro numero appare nella fiction: notte da incubo per una coppia

Dopo la puntata della serie televisiva sulla “regina di Palermo”, durante la quale è stato diffuso un numero di cellulare, marito e moglie di Domodossola sono stati tempestati da telefonate: "Non fai paura a nessuno, vengo lì e ti ammazzo"

Quando la realtà supera la fantasia succede che una coppia passi l’intera notte a rispondere a telefonate anonime con minacce di morte al proprio numero scambiato per quello di Rosy Abate. Una burla? No. Dopo la puntata della serie televisiva sulla “regina di Palermo”, andata in onda in prima serata su Canale 5, una coppia di Domodossola si è ritrovata catapultata in un incubo. Come riporta il quotidiano La Stampa, nella fiction che vede protagonista Giulia Michelini nei panni della donna di mafia che prova a rifarsi una vita lontano dalla Sicilia, va in scena un episodio in cui un criminale dà alla protagonista un bigliettino con un numero di telefono.

Un numero di telefono esistente per davvero che, in un secondo, trasforma la fiction in realtà. “Quel numero esiste ed è di mio marito - spiega la signora di Domodossola nell’intervista rilasciata al giornale piemontese che ne mantiene l’anonimato -. Da ieri sera persone sconosciute ci stanno tempestando di telefonate, fino alle 4 di notte e di nuovo stamattina, per chiederci se siamo parenti di Rosy Abate, qualcuno ci dà dei mafiosi e c’è chi ci ha perfino minacciato. Abbiamo avuto paura. Chissà mai che qualche squilibrato, scoprendo dal numero la nostra residenza, non pensi di presentarsi sotto casa”.

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Tantissime le chiamate ricevute fino a notte fonda da fan della fiction che hanno maldestramente creduto che, a quel numero di telefono, potesse rispondere il personaggio di fantasia interpretato dalla Michelini già in Squadra Antimafia. “Rosy Abate non fai paura a nessuno, vengo lì e ti ammazzo - racconta ancora la trentenne piemontese, incinta di 8 mesi -. Non ho chiuso occhio”. Adesso la denuncia. “Aspetto che mio marito torni dalla Svizzera e andiamo dalle forze dell’ordine. Non è possibile che una produzione tv non controlli se i numeri sono veri. La nostra privacy è stata violata. Mio marito è siciliano di origine, ma noi con la mafia non c’entriamo niente, siamo mica matti”. 

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