L’ingaggio su Instagram, le botte davanti scuola: la nuova moda dei giovani palermitani

Tramite i social in più di cento si sarebbero dati appuntamento in via Lo Jacono per scatenare la violenza. La polizia è intervenuta dopo il tam tam di alcuni genitori allarmati dopo aver saputo ciò che sarebbe accaduto di lì a poco. Il parere della psicologa

L'intervento della polizia all'Alberico Gentili

L’ultima "moda" tra i giovani liceali e i ragazzi delle scuole media sembrerebbe essere quella di organizzare risse utilizzando Instagram e gli altri social. Si sceglie un canale, si associa magari un account o un hashtag e il "gioco" è fatto. Così sarebbe scoppiato il caos questa mattina davanti all’Alberico Gentili di via Francesco Lo Jacono, una delle scuole medie del cosiddetto "salotto buono" della città.

A lanciare l’allarme intorno alle 11 sono stati alcuni genitori preoccupati per ciò che sarebbero potuto accadere di lì a poco. "Mio figlio - racconta una mamma, Cecilia - mi ha confidato di aver sentito parlare di questo stupido 'gioco'. Mi sono preoccupata ma ne abbiamo parlato proprio oggi dopo quanto era successo". Dopo un rapido tam tam e le chiamate alla polizia sono intervenute quattro auto, tre moto, una pattuglia della Digos e anche l’auto elettrica in dotazione alla Questura di Palermo.

Gli agenti si sono ritrovati di fronte a circa 200 ragazzi arrivati perlopiù dai licei vicini che, secondo quanto ricostruito, erano pronti a scatenare una rissa con gli studenti dell’Alberico. "E se non ce ne fossimo accorti? Se effettivamente fosse scoppiata una rissa? A quest’ora - aggiunge un papà, Alberto - staremmo qui a chiederci perché è successa una cosa del genere. Ho sempre avuto un dialogo aperto con mio figlio che, per quanto ne so io, non si lascia coinvolgere in queste ca…".

Le forze dell’ordine intervenute davanti scuola si sono limitate a controllare che non accadesse nulla durante l’uscita dei ragazzi dalle loro classi. Gli investigatori hanno avviato le indagini per chiarire i contorni della nuova tendenza che starebbe prendendo piede in città fra gli adolescenti che, forse per noia o forse per incoscienza, sembrano costantemente andare alla caccia di scariche di adrenalina a costo (quasi) zero.

Lo scorso luglio sette minorenni sono stati arrestati e altri diciotto denunciati a Cremona. Secondo l’accusa il gruppo di giovani gestiva un profilo su Instagram per darsi appuntamento e scatenare risse. Un po’ come nel celebre film di David Fincher "Fight club", ma senza social network. L’obiettivo? Sfogarsi e caricare video sull’app dedicata alla fotografia per acchiappare like dagli amici e da altri utenti.

Ma cosa spinge i ragazzi a comportarsi in questo modo? "I social network - spiega la psicologa Mariaconcetta Farinella - sono un fenomeno ormai indagato da molti anni e coinvolgono una fascia d'età abbastanza eterogenea, ovviamente i giovani sono molto più abili e ne fanno un uso più prolungato. Le piazze digitali hanno sostituito gli spazi sociali reali anche se non del tutto. Sicuramente oggi si sono diversificate se non alterate le relazioni vis à vis rendendo i giovani più reattivi rispetto a ciò che guardano sullo schermo".

"I giovani - prosegue la psicologa - sono all’interno di una realtà fluida, mutevole. La cultura dell’apparenza coinvolge tutti, maggiormente i ragazzi perché sono alla ricerca di modelli e punti di riferimento. 'Gli uomini nella folla si sentono una cosa sola', diceva il saggista bulgaro Elias Canetti. Che sia virtuale o meno i giovani vanno alla ricerca di un gruppo in cui riconoscersi e identificarsi. A quel punto esiste un'unica identità ed è lì che anche la violenza potrebbe rivelarsi all'interno di un bisogno comunitario più ampio".

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