Via Ruggero Settimo si trasforma in un ring, quattro universitari aggrediti dal branco

Per gli studenti un sabato di divertimento si è trasformato in un incubo. A raccontare quei momenti è il papà di uno dei ragazzi: "In tanti hanno assistito alla scena senza intervenire". L'episodio è stato denunciato ai carabinieri

L'isola pedonale di via Ruggero Settimo

La follia del “branco” e l’inerzia della folla. Quattro ragazzi universitari di vent’anni sono stati aggrediti sabato scorso nell’area pedonale di via Ruggero Settimo, nel tratto che si trova all’altezza di via Principe di Belmonte, dove l’asfalto si è trasformato in un ring senza esclusione di colpi. A ricostruire l’accaduto è il padre di uno dei giovani presi a calci e pugni. “A un certo punto mio figlio è svenuto ed è caduto a terra - racconta a PalermoToday - e da quello che mi è stato riferito gli aggressori si sono accaniti su di lui anche mentre era incosciente. Mi chiedo dove stiamo arrivando e provo rabbia nel pensare che nessuno abbia mosso un dito per difenderli o per contattare le forze dell'ordine”.

Era un sabato come altri e i quattro amici, trascorsa da poco la mezzanotte, stavano passeggiando in attesa di decidere quale pub raggiungere. “Hanno notato da lontano - aggiunge il padre che ripercorre il racconto del figlio - un gruppetto di ragazzi, saranno stati otto o dieci. Uno di loro si è sganciato dagli altri, ha dato una spallata a mio figlio. Poi un pugno in faccia. Gli ha fatto sbattere la testa contro un paletto in metallo e poi ha continuato a colpirlo mentre si trovava per terra”. Una violenza inaudita e apparentemente non legata ad alcun precedente: solo un esercizio di prepotenza e brutalità.

Anche gli amici del primo giovane finito sotto la raffica di colpi, al primo tentativo di reazione, sarebbero stati aggrediti. “Non hanno permesso che lo aiutassero - prosegue nel racconto il padre - e si sono presi la loro dose di botte. Tutto sotto gli occhi dei passanti, che hanno assistito senza muovere un dito. Il primo a intervenire è stato un uomo, una guardia giurata, che ha potuto solo sincerarsi delle condizioni di mio figlio e degli altri ragazzi”. Questo il racconto di una serata di violenza, iniziata per buttarsi alle spalle le fatiche degli studi universitari e conclusa in ospedale.

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I quattro ventenni sono andati al pronto soccorso di Villa Sofia ma dopo un po’ hanno preferito tornare a casa e dimenticare quanto accaduto. Domenica mattina il primo dei giovani aggrediti si è presentato alla stazione dei carabinieri e ha sporto denuncia, riferendo ogni dettaglio utile per risalire all’identità dei componenti del branco. Il giorno successivo è tornato nuovamente in ospedale, questa volta al Policlinico, accusando nausea e altri sintomi tenuti sotto controllo per scongiurare un'eventuale commozione cerebrale: per lui dimissioni e una prognosi di tre giorni. Ora toccherà agli investigatori chiarire come siano andate le cose e se dietro l'aggressione ci sia altro.

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