Si chiude la vicenda Catania, via il cancello delle polemiche: liberato cortile degli Schiavi

L'assessore e altri 13 condomini hanno dato esecuzione all'ordinanza che ha imposto loro di rimuovere l'opera abusiva e ripristinare l'area. Sotto il profilo penale il gip aveva già archiviato il caso: "Impossibile individuare colui che l'ha realizzato"

Via del Celso, l'ingresso condominiale prima e dopo che il cancello è stato smontato

Liberato cortile degli Schiavi. Dopo i lavori voluti direttamente dal sindaco Leoluca Orlando per la demolizione dell'opera abusiva si chiude definitivamente la vicenda del “cancello della discordia” che aveva causato qualche imbarazzo l’assessore comunale alla Mobilità Giusto Catania. A maggio scorso l’esponente della Giunta e altri tredici condomini di via del Celso erano stati denunciati in Procura per il reato di invasione di terreni o edifici. La vicenda giudiziaria si era però sgonfiata con l’archiviazione disposta lo stesso mese dal gip Clelia Marchese che aveva rilevato “l’impossibilità di individuare colui che ha realizzato il cancello che ostruiva l’accesso”.

Le Iene sul cancello che imbarazza l'assessore | VIDEO

Dopo qualche mese passato in sordina, la notizia pubblicata da PalermoToday è stata ripresa da un inviato de Le Iene che per giorni ha cercato di chiarire alcuni dettagli con l’assessore e il primio cittadino. Catania, di contro, si era sempre difeso sostenendo di non aver avuto alcuna responsabilità sull’installazione di quel cancello che sia lui sia gli altri condomini avrebbero trovato montato già all’acquisto degli immobili. Nonostante l’archiviazione del gip, Leoluca Orlando - incalzato dalle domande della “iena” - era intervenuto tagliando corto: Se è abusivo, va tolto. E appena qualche ora era comparsa dopo sull’albo pretorio del Comune l’ordinanza d’ingiunzione con annessa diffida a demolire.

“Il cancello si presenta - si legge nel provvedimento - come tipologia, disegno e fattura di lavorazione simile al cancello di accesso dell’ingresso del condominio. Considerato che l’ordine di demolizione e messa in pristino è atto dovuto in presenza di opere realizzate in assenza di titolo edilizio; come statuito dalla giurisprudenza, presupposto per l’adozione dell’ordine di demolizione di opere abusive è soltanto la constatata esecuzione di interventi in assenza di permesso di costruire, con la conseguenza che, essendo tale ordine un atto dovuto, esso è sufficientemente motivati con l’accertamento dell’abuso”.

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Nell’atto, come previsto per legge, il caposettore dell’area tecnica della Rigenerazione urbana e delle opere pubbliche Sergio Forcieri ha ordinato a Giusto Catania e agli altri tredici condomini di “rimuovere a propria cura e spese le opere a abusive […] e di ripristinare lo stato dei luoghi, sotto la direzione tecnica di un professionista abilitato, entro giorni 90 dalla notifica della presente”. Quando la questione stava ormai rientrando l'assessore aveva precisato: "L’assemblea di condominio ha deciso di non togliere in cancello, quando è stata avvisata dell’indagine della polizia municipale, perché c’era una indagine penale in corso e ha scelto correttamente di non modificare lo stato dei luoghi". La scorsa settimana, prima che suonasse il gong, i condomini hanno contattato una ditta che ha rimosso il cancello a spese dei privati.

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