A Palermo si differenzia poco e male, avviate al riciclo solo 18mila tonnellate all'anno

"Ci auguriamo che la Rap possa aumentare la differenziata" dice Gaetano Rubino, presidente di Assopirec. Nella nuova area del "porta a porta" non si va oltre il 20% di rifiuti separati. Il Comune prepara una campagna di comunicazione: ma perché non farla prima?

Una piattaforma di riciclo

La raccolta nella nuova area del "porta a porta" che non decolla (siamo attorno al 20%) e in generale una differenziata che si caratterizza per la "scarsa qualità". Da Palermo arrivano pochi rifiuti differenziati nelle piattaforme di recupero e quel poco viene avviato al riciclo "presenta molte impurità". Ad evidenziarlo è Gaetano Rubino, presidente di Assopirec, l’associazione che riunisce diverse piattaforme di recupero (5 si trovano nel Palermitano).

"Le nostre piattaforme - spiega Rubino - trattano solo frazione secca e hanno una capacità autorizzata di 130mila tonnellate l’anno. Ad oggi però ne lavorano di meno, ovvero 90mila. Di queste quelle conferite dal Comune di Palermo sono circa 18mila. Un numero decisamente basso se si considerano le dimensioni di una città di 700mila abitanti. Inoltre, la differenziazione e la raccolta vengono fatte male. Ci auguriamo che il Comune e la Rap possano mettere in campo le azioni e gli interventi necessari per aumentare al più presto la differenziata, perché questo ci consente di recuperare di più e inquinare di meno".

Ad oggi la maggior parte dei palermitani preferisce mettere tutta l'immondizia dentro un sacchetto e sbarazzarsene come può, anziché impegnarsi a separare l'umido dalla frazione secca (carta, metallo, vetro e plastica) e dai rifiuti indifferenziabili. Non è un caso che nei quartieri Politeama e Massimo, a quindici giorni dall'avvio del secondo step di "Palermo Differenzia" i 20mila residenti coinvolti abbiano raggiunto appena il 20% di rifiuti pronti per il riciclo.

Ecco perché, accanto all'attività di repressione concordata con la polizia municipale, il Comune ha deciso di lanciare una campagna di comunicazione che prevede sia l'affissione di manifesti alle pensiline e sui bus dell'Amat sia la distribuzione di opuscoli nei condomini. La domanda a questo punto sorge spontanea: ma perché la campagna informativa non è stata programmata prima dell'avvio del "porta a porta"?

Parla di flop dopo l'avvio del secondo step della raccolta differenziata in città il consigliere comunale Antonino Randazzo (M5S): "Abbiamo voluto parlare con i cittadini perché siamo stanchi di sentire l’amministrazione comunale accusare i palermitani di inciviltà quando la mancanza, e l’emergenza spazzatura, è prima di tutto una responsabilità di chi è incapace a gestire il servizio. È inaccettabile che i cittadini, non solo subiscano un disservizio, ma che vengano pure incolpati dal sindaco e dalla sua giunta".

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