Rifiuti, il "porta a porta" regno degli incivili: solo il 40% fa la differenziata

Far west nelle aree "liberate" dai cassonetti: la maggioranza della popolazione abbandona l'immondizia per strada, un comportamento che amplifica l'emergenza. L'assessore Catania: "Più comunicazione e sanzioni per educare i cittadini". La task force dei vigili? "Serve il coinvolgimento di tutte le forze dell'ordine"

Rifiuti al Borgo

Il "porta a porta" regno degli incivili. Solo il 40% dei cittadini che risiedono nelle quattro macro aree "liberate" dai vecchi cassonetti fa la raccolta differenziata. Il resto - più della metà - abbandona l'immondizia per strada, attorno alle campane del vetro, ai piedi dei cestini gettacarte o nei cassonetti che si trovano al di fuori del "porta a porta". Insomma, un vero e proprio far west.

Comportamenti che incidono negativamente sulla percentuale generale della differenziata e rendono più difficile superare la fase di emergenza, causata dai guasti alla linea Tmb di Bellolampo e dal surplus dei rifiuti provenienti dai Comuni della provincia. I dati che escono fuori da una relazione confezionata da Rap, che sarà oggetto di una videoconferenza tra il dipartimento regionale Rifiuti e il ministero dell'Ambiente, destano allarme. Nel perimetro di "Palermo Differenzia 1", progetto avviato nel 2010, la differenziata è al 53%. Soltanto il 45% dei 130 mila abitanti coinvolti nel progetto, però, fa la differenziata. La rimanente parte degli utenti, il 55%, non separa i rifiuti e li disperde nell'ambiente. 

Nelle zone dove è attivo il progetto "Palermo Differenzia 2" non va meglio. Anzi. La situazione più critica è nei rioni Tribunali, Castello a Mare, Borgo Vecchio, il cosiddetto terzo step (avviato il 4 dicembre 2018): il 70% dei residenti non fa la differenziata e quodidianamente insozza le strade di sacchetti d'immondizia indifferenziata. Ad ogni angolo di strada, soprattutto al Brogo Vecchio, ci sono cumuli di rifiuti. Tutti i giorni, a tutte le ore. Un continuo assedio che d'estate, con le alte temperature, crea problemi di tipo igienico-sanitari. Quei pochi che fanno la differenziata, il 30%, la fanno bene: tant'è che il terzo step raggiunge quota 65% di raccolta differenziata. 

Zisa, strada chiusa dai rifiuti | Foto

I risultati dei primi due step di "Palermo Differenzia 2" sono migliori di quelli del "Palermo differenzia 1". Lo step 1 (Strasburgo, operativo da novembre 2016) e il 2 (Massimo-Politeama, avviato il 10 aprile 2018) producono il 57,24% di differenziata. Ma è sempre poca roba, visto che appena il 45% dei cittadini ricadenti in queste due macro aree rispeta le regole della differenziata. Gli altri, come da clichè, gettano i rifiuti un po' ovunque. La domanda sorge spontane: come convincere gli incivili a ravvedersi? "In due modi: con un investimento sulla comunicazione e con le sanzioni" risponde Giusto Catania, assessore comunale all'Ambiente. "Bisogna innanzitutto spiegare alle persone che la differenziata non è un optional - spiega nel dettaglio Catania - ma un obbligo di legge. E si deve fare in tutta la città, non solo dove c'è il 'porta a porta'. Serve un processo pedagogico. E' ancora diffusa l'idea che tutto finisce a Bellolampo: non è vero, è un falso storico!".

"In secondo luogo - prosegue Catania - deve emergere con forza che questi comportamenti sono sanzionabili. Bisogna insomma fare le multe". Il sindaco Leoluca Orlando, con un'ordinanza, ha potenziato il nucelo di polizia municipale deputato ai controlli. Da 30 unità è passato ad oltre 200. La task force è stata finora un flop: 266 multe in venti giorni, una media di 13 al giorno. Pochissime quelle nei confronti di chi abbandona rifiuti per strada nell'area del "porta a porta". Secondo Catania, "il servizio si può organizzare meglio. Telecamere e fototrappole possono dare una mano ai vigili in borghese, valuteremo anche queste opzioni. Da giovedì inoltre partirà il sistema di segnalazioni tramite messaggi su Whatsapp e Telegram. Sono però convinto che serva un coinvolgimento di tutte le forze dell'ordine, con reparti interforze in tutta la città. Se ne occuperà il nuovo comandante della polizia municipale". 

In tema di raccolta differenziata, Palermo - al pari di Catania e Messina - è una palla al piede per l'intera Sicilia. Nel primo quadrimestre 2019 la differenziata a Palermo si è attestata al 19,25%, contro una media regionale che supera il 38%. Eppure qualche piccolo miglioramento nell'andamento della differenziata c'è stato. La Rap calcola che dall'8,07% del 2013 si è arrivati appunto al 19,25%. L'obiettivo è arrivare al 30% a fine anno e al 55% entro il 2020. Intanto però Comune e Rap devono fare i conti con un'emergenza rifiuti che ha portato sulle strade 10 mila tonnellate. "Circa metà è stata tolta - afferma l'assessore -. Preoccupa il fatto che laddove i rifiuti siano stati rimossi, in poco tempo si sono riaccumulati. L'emergenza sta rientrando lentamente". L'amministratore unico di Rap, Giuseppe Norata, dice che si dovrebbe tornare alla normalità entro il weekend. Ma Catania fa un po' come San Tommaso: "Mi convincerò quando non vedrò più rifiuti per strada".

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