Riciclo di rifiuti elettronici, l’Università si schiera in prima fila

Grazie ad un progetto stipulato con la Regione e l'Ancra, all'interno della cittadella di viale delle Scienze potrebbe sorgere un'isola ecologica dove poter conferire rifiuti speciali come lavatrici, computer e televisori

Roberto Lagalla, rettore dell'Università degli studi di Palermo

Un’isola ecologica all’interno della cittadella universitaria. Un luogo dove porter conferire rifiuti speciali come lavatrici, computer, televisori, e tutti quegli elettrodomestici che rischiano di accumularsi nelle discariche abusive della città e invece potrebbero essere una risorsa economica, come fonte di materie prime riciclabili.  L’università degli Studi di Palermo ha firmato un protocollo d’intesa con gli assessorati all’Energia e al Territorio della Regione siciliana e con l’Ancra Sicilia Palermo Confcommercio imprese per l’Italia, l’associazione che svolge attività a supporto del settore del commercio. Dunque, non si allarmino gli studenti. L'isola sarebbe ben regolamentata e non si dovrebbe presentare un paesaggio simile a quello scoperto proprio pochi giorni fa da Palermotoday, ovvero cumuli di rifiuti non rimossi davanti a diverse facoltà fra cui Biologia e Fisica.

I quattro partner aderiscono alla gestione e allo sviluppo del progettonetwork Raee”, sigla che sta per rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche, che si collega al sistema “uno contro uno” che impone per legge ai distributori di assicurare al momento dell’acquisto di una nuova apparecchiatura elettrica ed elettronica, da parte di un privato, il ritiro gratuito dell’apparecchiatura usata. Disposizione attualmente non applicata, tanto che a oggi il cittadino che deve liberarsi di un elettrodomestico vecchio deve porsi il problema dello smaltimento. L’obiettivo comunitario è la raccolta di quattro chili di rifiuti Raee pro capite, ma la Sicilia è ferma al 2,2.

 “Vogliamo mettere a disposizione della collettività – dice il rettore Roberto Lagalla – il patrimonio di conoscenze che l’Ateneo possiede nel settore dell’energia e della sostenibilità ambientale. Acquisiremo la disponibilità delle nostre strutture competenti e interessate per partecipare ad attività volte a sviluppare piano di ricerca e progetti scientifici e tecnologici”.

“L’obiettivo del progetto è di rendere le città pulite - spiega Maurizio Calaciura, presidente provinciale Palermo Ancra Confcommercio e delegato consigliere nazionale -. La legge ha previsto con un decreto sui rifiuti Raee di dare una funzione accessoria ai commercianti, cioè di evitare che il prodotto finisca per strada. Con il nostro progetto l’esercente potrà comunicare tramite un logo preciso, messo all’ingresso del proprio esercizio commerciale, quanti rifiuti ha potuto raccogliere. Palermo diventerà così una città ecologicamente all’avanguardia sia in tema di coordinamento attivo per la raccolta e lo smaltimento, sia in materia di innovazione attraverso lo studio di metodologie a costi ridotti per la trasformazione dei prodotti elettrici ed elettronici a fine corsa”.

 

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