Scandalo beni confiscati, chiesto rinvio a giudizio per Saguto e altri 16 indagati

Al centro dell'inchiesta la gestione "spregiudicata" dei beni sottratti alla criminalità organizzata da parte dell'ex presidente della sezione Misure di prevenzione del tribunale di Palermo. Tre le richieste di rito abbreviato

Silvana Saguto

Verso il processo l’ex presidente della sezione Misure di prevenzione del tribunale di Palermo. La Procura di Caltanissetta, al termine di una requisitoria durata 5 ore davanti al gup Marcello Testaquadra, ha chiesto il rinvio a giudizio per Silvana Saguto e altri 16 indagati. Oltre al cancelliere Elio Grimaldi anche i magistrati Tommaso Virga e Fabio Licata hanno chiesto di essere giudicati con il rito abbreviato. Prossima udienza fissata per il 6 novembre.

Al centro dell’inchiesta la gestione “spregiudicata” dei beni confiscati alla mafia e il presunto sistema illecito creato attorno al giudice Saguto. I vari indagati, che avrebbero costituito i petali di quello che un amministratore giudiziario ha definito “modulo a margherita”, sono accusati a vario titolo di corruzione, concussione, peculato, truffa aggravata e riciclaggio.

A giugno l’ex presidente della sezione Misure di prevenzione è stata anche espulsa dall’Associazione nazionale magistrati, mentre il ministero della Giustizia ha avanzato una richiesta di risarcimento da 7 milioni di euro. Tra le numerose richieste di costituzione di parte civile anche quella di Palazzo Chigi e del Viminale. A rappresentare l’accusa il procuratore capo Amedeo Bertone e i pm Cristina Lucchini, Maurizio Bonaccorso e Claudia Pasciuti.

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