Ammanettato per aver filmato lunga attesa al pronto soccorso, il pm chiede l'archiviazione

L'avvocato Giovanni Lima, secondo il sostituto procuratore, aveva un "legittimo interesse" per registrare i disagi vissuti dalla moglie e dagli altri pazienti a Villa Sofia

Aveva accompagnato la moglie al pronto soccorso di Villa Sofia ed esasperato dalla situazione trovata nella struttura ha girato un video con il suo smartphone. Idea che gli è costata cara: la polizia è intervenuta e lo ha portato via in manette. Adesso per l'avvocato Giovanni Lima è stata chiesta l’archiviazione: secondo il pm sarebbe stato un suo diritto documentare il disagio della sua compagna e degli altri utenti. 

Secondo quanto ricostruito dal sostituto procuratore “vi era un legittimo interesse personale costituito dalla circostanza che tra i pazienti in attesa di cure vi fosse proprio la moglie dell'indagato al quale - si legge nella richiesta - non può certamente disconoscersi il diritto di documentare le condizioni di ricettività della struttura ospedaliera presso la quale si accingeva ad essere accettare la congiunta”.

Durante quel pomeriggio l’avvocato Lima ha affidato ai social la sua rabbia riferendo la disorganizzazione di cui la coppia sarebbe stata vittima. Poi l’intervento di una guardia giurata e delle volanti di polizia. La donna, dopo circa dodici ore di attesa, ha rinunciato al proprio turno ed è tornata a casa senza effettuare la seconda visita.

Quanto accaduto quel giorno era costato al legale anche una denuncia per molestie a persone e interferenze illecite nella vita privata. A seguito dell’episodio il commissario straordinario di Villa Sofia, Walter Messina, si era riservato la possibilità di querelare il legale per violazione della privacy e diffamazione.

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