Ossa trovate a Caccamo, c'è la svolta: "Quei resti umani sono di Santo Alario"

Il caso dell'uomo scomparso quasi due anni fa. La macabra scoperta era stata fatta lo scorso giugno, nello stesso punto in cui si erano perse le tracce del 42enne e di Giovanni Guzzardo (ritrovato nascosto in un casolare 3 mesi dopo), quest'ultimo accusato di omicidio e poi assolto

Santo Alario

Appartengono a Santo Alario i resti umani trovati a giugno nella zona di Caccamo. Una vera svolta nel caso del 42enne scomparso quasi due anni fa. L’area in cui alcuni contadini avevano rinvenuto le ossa di Alario  si trova in un terreno nei pressi della diga Rosamarina, al chilometro 17 della strada provinciale 6: è la stessa zona che l'uomo aveva raggiunto nel febbraio del 2018 in compagnia di Giovanni Guzzardo. Poi di entrambi si erano perse le tracce. Come riporta il Giornale di Sicilia quei resti, ritrovati sei mesi fa, per il Ris dei carabinieri appartengono a Santo Alario.

Mistero a Caccamo, scompaiono due uomini

Secondo i carabinieri sarebbe "788 mila volte più probabile" che le ossa siano di Alario che non di un’altra persona, tanto che "è possibile affermare – come scrivono con sicurezza – che le ossa in reperto sono relative ad Alario". I militari hanno anche mostrato alcuni indumenti ritrovati a Caccamo alla compagna di Alario, Rosalia Sparacio, che ha riconosciuto alcuni di essi come compatibili con quelli da lui solitamente indossati.  Il giallo comunque non è del tutto risolto: ritrovare il cadavere, infatti, allo stato non fornisce né la prova che l’uomo sia stato ucciso né che ad eliminarlo sia stato proprio Guzzardo.

Il dna di Alario è stato prima paragonato con quello contenuto in alcuni capelli della vittima rimasti su una spazzola e per gli investigatori sarebbero compatibili. Ma il dna dei resti è stato pure messo a confronto con la saliva della madre dello scomparso, Maria Anna Musso, confermando, per il Ris, "un rapporto di parentela verticale (madre/figlio)".

La conferma del Procuratore

E all'Adnkronos il Procuratore capo di Termini Imerese, Ambrogio Cartosio, che coordina l'inchiesta, conferma: "E' certo, i resti umani esaminati grazie al Dna appartengono a Santo Alario, l'uomo scomparso a febbraio". La Procura di Termini, come spiega ancora il Procuratore Cartosio, "ha impugnato in appello la sentenza di assoluzione di Guzzaro - dice - e nell'impugnare la sentenza ha anche chiesto la riapertura dell'istruttoria per introdurre nel processo un ulteriore elemento di prova che è insorto dopo la sentenza", cioè il Dna che ha accertato che i resti rinvenuti a Caccamo appartengano alla vittima.

Il ritrovamento delle ossa

Dopo il rinvenimento delle ossa a Caccamo i contadini avevano lanciato l’allarme al 112 e chiesto l’intervento delle pattuglie nella zona della diga Rosamarina. Alario e Guzzardo si erano allontanati da Capaci a bordo di un’auto, come testimoniato dagli ultimi videomessaggi inviati dal 42enne alla fidanzata. La macchina era stata trovata non lontano dalla diga Rosamarina. Dopo tre mesi Guzzardo è stato ritrovato in un casolare nelle campagne di Montemaggiore Belsito, mentre di Alario non si avevano avuto più notizie. Secondo la Procura di Termini Imerese, sarebbe stato ucciso da Giovanni Guzzardo che però è stato assolto a luglio dall'accusa di omicidio perché mancavano un cadavere e un’arma. Adesso la svolta nella vicenda, che rimescola i tasselli del mosaico.

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