L'uomo che catturò Provenzano, Renato Cortese nuovo questore di Palermo

Lascia il suo incarico di direttore dello Sco e prende il posto di Guido Nicolò Longo. La nomina arriva dal Consiglio dei ministri su proposta del ministro dell'interno Marco Minniti. Era a capo della Catturandi quando fu arrestato il boss

Renato Cortese - foto Ansa

Renato Cortese è il nuovo Questore di Palermo. Si insedierà negli uffici di piazza della Vittoria dal prossimo 1 marzo. Cortese lascia così il suo incarico di direttore dello Sco, il Servizio centrale operativo della Direzione centrale anticrimine. Al suo posto subentra Alessandro Giuliano fino ad oggi Questore di Lucca. Cortese prende il posto di Guido Nicolò Longo, 63 anni, dirigente generale di polizia, che è stato nominato prefetto di Vibo Valentia. La nomina arriva dal Consiglio dei ministri su proposta del ministro dell'interno Marco Minniti.

Quello di Cortese è un nome legato a doppio filo con la Sicilia: c'era lui a capo della sezione catturandi l'11 aprile 2006, quando a Corleone fu catturato il superboss Bernando Provenzano. Una laurea in Giurisprudenza alla Sapienza di Roma e una carriera in Polizia, dove è entrato nel 1991, sempre in prima linea: prima di dirigere la squadra mobile di Reggio Calabria, è passato per il Servizio centrale operativo e ha guidato la sezione catturandi della Mobile di Palermo. Nel 2012 è diventato capo della mobile di Roma, poi è stato messo a capo del Servizio Centrale della polizia.

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In Sicilia, coi suoi uomini, ha scovato ricercati del calibro di Gaspare Spatuzza, Enzo e Giovanni Brusca, Pietro Aglieri, Benedetto Spera e Salvatore Grigoli. Ma la preda più ambita resta senza dubbio il padrino di Cosa nostra, acciuffato dopo 43 anni di latitanza e dopo 42 giorni e notti d’appostamenti e otto anni di indagini massacranti.

 

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