Formazione e fondi extrabudget, condanna milionaria per Monterosso

Lo ha stabilito la sezione d'Appello della Corte dei Conti, che ha condannato il segretario generale della Regione per l'utilizzo delle risorse aggiuntive rispetto al Piano regionale della formazione professionale del 2007. Dal Codacons: "Non basta restituire i soldi, si dimetta"

Dirigente regionale dovrà restituire 1,3 milioni di euro all’Amministrazione. La sezione d’Appello della Corte dei Conti ha confermato la condanna per il segretario generale della Regione Patrizia Monterosso per la vicenda sugli extrabudget della Formazione, ovvero delle risorse aggiuntive rispetto a quelle previste dal Piano regionale della formazione professionale del 2007. Contestualmente i giudici hanno accolto il ricorso dell’ex governatore Raffaele Lombardo. “La restituzione dei soldi non basta. Le chiediamo - dichiara Francesco Tanasi, segretario nazionale del Codacons - di dimostrare dignità e rispetto verso i siciliani rassegnando immediatamente le dimissioni”.

Una sentenza che ha fatto tuonare il gruppo parlamentare del Movimento 5 Stelle all’Ars, che dopo aver appreso la notizia si è scagliato contro il presidente Crocetta: "Un altro pezzo del cerchio magico è andato in frantumi. Crocetta prenda atto del fallimento totale della sua azione e dell'inadeguatezza della gente di cui si è circondata". "Contestiamo da tempo - spiega il deputato Giorgio Ciaccio - la presenza della dirigente ai piani alti della Regione: è eticamente inaccettabile. La sentenza definitiva della magistratura contabile ora mette il sigillo sulla questione. Altro che multa, come diceva Crocetta, un milione e trecentomila euro per le casse della Regione sono un danno tutt'altro che trascurabile”.

Ieri i pentastellati hanno chiesto al presidente Giovanni Ardizzone di discutere la mozione presentata per rimuovere dall’incarico Patrizia Monterosso. "Ho chiesto ad Ardizzone –- aggiunge Ciaccio - di prelevare il punto, ma non ha voluto farlo, aggrappandosi alla plateale scusa dell'esistenza di un calendario di lavori già approvato in conferenza dei capigruppo. Motivazione che non regge per nulla, visto che il presidente ha chiuso i lavori dell'aula alle 17 e c'era tutto il tempo per discutere l'atto". "La sentenza certifica - ha proseguito il segretario nazionale del Codacons - l’uso scriteriato che i politici fanno dei soldi pubblici. Mentre le famiglie siciliane si impoverivano con la crisi, loro utilizzavano i fondi pubblici in modo del tutto improprio, sottraendo risorse alla collettività”.

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