Arresti alla Regione, Scilabra: “Indegni rappresentanti delle istituzioni”

L’assessore alla Formazione commenta l’operazione dei carabinieri rendendo noti alcuni sms ricevuti da ragazzi costretti a cercare fortuna altrove: “Fanno schifo rubano i nostri soldi”

Nelli Scilabra

“Fanno schifo. Io sono a ricercare lavoro e a consegnare curricula a Milano e loro rubano i nostri soldi”. Questo uno degli sms ricevuto dall'assessore regionale alla Formazione, Nelli Scilabra, studentessa di Giurisprudenza da ragazzi, in larga parte giovani che hanno lasciato la Sicilia per cercare occupazione in altre parti del Paese e in Europa. E ancora: “Io sono all'estero perchè non ho trovato occupazione e chi dovrebbe ringraziare Dio per il proprio posto di lavoro si frega soldi e alimenta un sistema marcio”. I testi li ha resi noti la stessa Scilabra, dopo l'operazione dei carabinieri che ha portato all'arresto di 13 funzionari regionali e 2 imprenditori, accusati di truffa.

“Ricordo il clamore – commenta la Scilabra - che sollevò il nostro provvedimento di rotazione all'interno del dipartimento: si parlò di provvedimento ingiusto, lesivo dell'immagine di un'amministrazione pubblica. Alla luce di quanto emerso questa mattina ritengo che quel provvedimento è stato fondamentale, ad oggi su 13 arresti, ben dieci coinvolgono dipendenti che furono oggetto del provvedimento di rotazione e trasferimento verso altri rami della Regione Siciliana”.

“Faccio mie le parole che ho ricevuto questa mattina da diversi ragazzi siciliani sul mio cellulare: gli arrestati sono indegni rappresentanti delle istituzioni - aggiunge Scilabra -. In un contesto in cui migliaia di giovani siciliani sono costretti ad andar via dalla nostra terra perchè disoccupati, ci sono impiegati pubblici che rubano i soldi dei cittadini e che hanno costruito un vero e proprio sistema di delinquenza e di truffa ai danni della Regione siciliana. Sono disgustata e amareggiata dal continuo emergere di situazioni e fatti agghiaccianti che ogni giorno coinvolgono non soltanto enti di formazione, ma anche dipendenti del nostro assessorato. Che sistema hanno costruito? E sopratutto perchè tanto silenzio dalla politica in questi ultimi dieci anni?”.

“Abbiamo - conclude - il dovere di reagire, di continuare il nostro percorso di lotta al malaffare e alla corruzione. A nome dei ragazzi e delle ragazze della Sicilia lancio un appello alla parte sana dell'amministrazione regionale: assumiamoci la responsabilità di un profondo cambiamento”.

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