Reddito di cittadinanza, a Palermo raddoppiati i cambi di residenza

Non ci sono ancora prove certe, ma gli strani numeri appena affiorati stanno iniziando a mettere in allerta l’amministrazione comunale palermitana. A partire dal 6 marzo si potranno presentare le domande tramite sito, Caf e Poste Italiane

Non ci sono ancora prove certe, ma gli strani numeri appena affiorati stanno iniziando a mettere in allerta l’amministrazione comunale palermitana. Secondo quanto rivela il Giornale nei primi giorni di febbraio gli impiegati dell’anagrafe di Palermo sarebbero stati subissati da "sospette" richieste di cambi di residenza. Casi che sarebbero addirittura raddoppiati in pochi giorni. Praticamente il doppio della media abituale. Cambi di residenza da Palermo... a Palermo. E in Comune questo dato inizia a preoccupare.

Una coincidenza? Il Giornale fa notare come "i tempi di questa impennata di cambi di residenza combaci con l’introduzione del reddito di cittadinanza voluto dal governo, pubblicato in Gazzetta Ufficiale e operativo tra meno di un mese, quando, a partire dal 6 marzo, si potranno presentare le domande tramite sito, Caf e Poste Italiane". "Il sospetto - si legge sul noto quotidiano nazionale milanese fondato da Montanelli - è che tutti questi cambi di residenza indichino un tentativi: quello di sfoltire gli stati di famiglia per ottenere il reddito di cittadinanza distribuito su più persone".

Una famiglia che ha i requisiti per ottenere l’assegno può percepire un massimo di 1200 euro mensili con due figli non occupati a carico. Ma se qualcuno esce dallo stato di famiglia, un single disoccupato che vive da solo in affitto può avere dallo Stato fino a 780 euro.

Secondo quanto prevedono alcune tabelle Svimez a Palermo sono 100.800 le famiglie che avrebbero diritto al reddito di cittadinanza (il dato comprende tutte e tre le fasce di reddito previste da 0 a 9.000 euro).

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Commenti (17)

  • Ma se uno non lavora ed e maggiorenne che viva o meno con i genitori secondo me ha diritto al reddito di cittadinanza.

    • Avatar anonimo di KIWI
      KIWI

      Non è indifferente il fatto di vivere o no con i genitori. La differenza è abissale:  se vivi coi genitori non hai il peso di pagare affitto, bollette, e a tavola trovi la pasta e la cotoletta. Se poi ti riferisci strettamente al diritto di lavorare è chiaro che a prescindere da qualsiasi cosa, tutti ne abbiamo diritto. IL vero errore è stato quello di mettere nello stesso calderone  povertà assoluta e disoccupazione giovanile. Si dovevano fare 2 manovre separate.

      • Per questo concordo pienamente. È il sistema che è sbagliato, poi a spulciare le situazioni mi pare pure ovvio che chiunque cerchi i propri benefici, fermo restando che non si tratti di nulla di illegale.

  • E ti pareva...

  • Avatar anonimo di Manola
    Manola

    Basta mettere il paletto residenti al 30/06/2018

  • che schifo! non si meritano nulla!

  • Avatar anonimo di Senzapaura
    Senzapaura

    Il 60% dei richiedenti!!!???

  • Avatar anonimo di Fabrizio
    Fabrizio

    Visto che ormai il danno è fatto. Chi di dovere requisisca i dati e faccia servizio di controllo, scrupoloso. Non fermandosi solo a quei dati. Lo faranno? In italia , isole comprese è da decenni che non si fanno controlli seri, in ogni senso.  

  • Avatar anonimo di KIWI
    KIWI

    Per evitare questa furbata bisognava inserire tra i requisiti di avere almeno 5 anni di residenza continuativa, così tutti quelli che hanno da poco cambiato residenza ad hoc per intascarsi il reddito di cittadinanza, sarebbero rimasti fregati. Era cosi difficile? "

    • condivido in pieno

      • Non è proprio così ci vogliono dei controlli capillari non tutti coloro che cambiano residenza sono in malafede.

        • Avatar anonimo di KIWI
          KIWI

          Beh.... anche in questo caso si potrebbe aggiungere un eccezione per chi è costretto a cambiare residenza a causa di sfratto per morosità incolpevole (quindi per motivi economici). Come vede con un pizzico di impegno in più si poteva evitare il solito magna magna.

  • Controlli serrati, smontate le vite dei presunti furbetti.

    • Abbiate pazienza, non si parla di essere furbi o meno ma di una serie di regole fatte dallo stato che si annullano a vicenda. Se in famiglia c’è un figlio maggiorenne universitario, può essere più o meno scontato che non lavori. Se la famiglia dispone di più immobili mi sembra alquanto normale “affittarlo” in comodato al proprio figlio anche per avere sgravi sulle tasse di luce ed acqua, è risaputo che per i secondi contatori queste sono più care. Una persona che vive da solo e non ha reddito, secondo I MEGA MINISTRI ha le carte in regola per avere il reddito di cittadinanza.

      • Qui si discute sull'impennata dei cambi di residenza.

  • Hahaha ma chi lo avrebbe mai detto

  • come al solito c'è sempre chi cerca di truffare a danno di chi ha veramente diritto, ora sta agli organi di competenza fare controlli incrociati a tappeto per scovare i truffatori.

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