Rapine in banca a mano armata davanti ai clienti terrorizzati: arrestati

In manette dopo lunghe indagini della polizia sono finiti due uomini di Brancaccio: Antonio Marino, 47 anni, e Domenico Calcagno (38) entrambi pregiudicati. Sono tre i colpi a mano armata messi a segno ai danni di una banca e di un ufficio postale di Termini Imerese

Da Brancaccio a Termini Imerese per andare ad assaltare le banche davanti ai clienti terrorizzati. Due pregiudicati palermitani - dopo scrupolose indagini della polizia - sono stati arrestati con l'accusa di rapina aggravata in concorso. Si tratta di Antonio Marino, 47 anni, e Domenico Calcagno di 38. Sono tre i colpi a mano armata messi a segno ai danni di una banca e di un ufficio postale di Termini. Marino è inoltre accusato di essere l’autore di un’altra rapina solitaria (tentata).

Gli assalti in banca col taglierino | Video

Gli arresti sono stati effettuati eseguendo un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Termini Imerese, dopo le lunghe indagini degli agenti del commissariato di Termini e con la collaborazione della Squadra mobile di Palermo.

Tutti i colpi risalgono nel periodo che va da maggio a luglio. Il primo - risalente allo scorso 30 maggio - ha visto come protagonista soltanto Antonio Marino che ha tentato una rapina ai danni della Banca Carige di Termini Imerese. "In particolare - ricostruiscono dalla questura - il malvivente si è avvicinato a un dipendente dell’istituto di Credito che stava aprendo la porta dei locali e minacciandolo con un taglierino gli ha intimato di spalancare le porte e fornirgli i codici di accesso alle casseforti. L’impiegato fingendo di non riuscire ad aprire la porta ha guadagnato tempo facendo in modo che arrivassero gli altri dipendenti, costringendo Marino a fuggire".

Poi l'altro blitz: il 17 giugno - intorno alle 12,40 - Marino e Calcagno sono entrati in azione a volto scoperto ed entrambi armati di taglierino, assaltando ancora la banca Carige. Dopo aver minacciato i presenti ed essersi impossessati di un bottino di 15.460 euro sono scappati. Il nuovo raid appena due settimane dopo, il 2 luglio. Nel mirino un ufficio postale. "Mentre uno fungeva da palo - dicono dalla questura - l’altro armato di taglierino si è introdotto nella parte interna delle postazioni svuotando i cassetti. L'altro colpo risale al 19 luglio. Ricalcando le stesse modalità delle precedenti rapine, un malvivente ha impugnato un taglierino ed è entrato all’interno della Banca Carige costringendo il cassiere ad allontanarsi dalla sua postazione per poi impossessarsi del denaro custodito (circa 5 mila euro) mentre nel frattempo è entrato il complice che ha impedito l’uscita dei clienti".

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Gli agenti del commissariato di Termini Imerese hanno ascoltato il racconto degli impiegati e dei testimoni e acquisito le immagini estrapolate dai sistemi di videosorveglianza. "Inoltre - aggiungono dalla questura - è stata effettuata anche un’intensa attività tecnica di intercettazione telefonica che ha consentito di raggiungere prove inconfutabili sulla colpevolezza dei  due malviventi che sono stati riconosciuti senza ombra di dubbio dagli impiegati. In questo modo sono stati così premiati l'acume investigativo dei poliziotti del commissariato che da subito si sono resi conto si trattasse di delinquenti seriali e la tenacia dimostrata per individuare i colpevoli".

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