Pipì sulle torte, nuovo raid nella cucina dello chef Natale Giunta

E' accaduto nella notte di venerdì, quando ignoti hanno fatto irruzione nel locale al Castello a mare. Lo stesso chef ha pubblicato su Facebook alcune immagini riprese dalle telecamere e annunciato di volere sporgere denuncia

Una delle immagini riprese dalle telecamere

Per fargli uno sfregio, o forse intimidirlo, gli hanno “guarnito” una torta con dell’urina. E’ questo l’ultimo episodio che ha coinvolto lo chef Natale Giunta, preso di mira da quattro persone che sono entrate nel suo locale al Castello a Mare per danneggiare i locali, tirare fuori le torte dal frigo e rovinarle. La loro scorribanda, che sarebbe avvenuta nella notte di venerdì e quando il ristorante era ormai chiuso, è stata immortalata dalle telecamere piazzate in cucina, che potrebbero aiutare le forze dell’ordine a risalire all’identità dei responsabili.

Il cuoco originario di Termini Imerese, finito sotto le luci della ribalta grazie alla sua presenza a "La prova del cuoco" di Rai Uno, ha anticipato tramite i social network che sporgerà denuncia contro questi "elementi da spiaggia", di cui ha pubblicato le foto mentre tirano fuori le torte, ne assaggiano forse qualche pezzetto e fanno la pipì sopra. I quattro avrebbero poi preso i dolci e li avrebbero tirati contro uno dei furgoni dell’azienda. Un’irruzione che ha lasciato di sasso lo chef, incredulo di fronte a tanta cattiveria e violenza. In mattinata Giunta è andato a sporgere denuncia alle forze dell’ordine, che hanno acquisito le immagini riprese dalla videosorveglianza nel tentativo di estrapolare qualche indizio utile per le indagini.

Quello di venerdì è solo uno dei tanti episodi capitati allo chef. Nel giugno 2014 gli è stato incendiato uno dei furgoni che utilizza per il catering. Nel marzo del 2013, invece, è stato vittima di un’intimidazione. Quattro uomini si sono presentati al cancello della residenza della sua famiglia, a Termini, chiedendo alla madre di Giunta di riferire un messaggio: "Ricordi a suo figlio che si sta avviando la ricorrenza". Ma l’elenco è ancora lungo. Tutte vicende che potrebbero essere legate alle sue denunce contro la mafia e il racket, che hanno consentito ai carabinieri di arrestare quattro presunti esponenti di Cosa nostra responsabili delle richieste di pizzo.

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