"Violentata in macchina e poi abbandonata": condannati dopo la folle notte

Due palermitani sono accusati di rapina, violenza sessuale e lesioni nei confronti di una giovane colombiana che era in vacanza in città. I fatti risalgono all'agosto del 2018

Ai carabinieri erano bastate 48 ore di indagini per inchiodarli. Con l'accusa (tra l'altro) di violenza sessuale nei confronti di una turista colombiana. Adesso, a distanza di 7 mesi, due palermitani sono stati condannati dal giudice per l'udienza preliminare. Sei anni e dieci mesi è la pena inflitta a Giuseppe Emanuele Ruisi, 27enne (difeso dall'avvocato Carmelo Adamo), sei anni e otto mesi a Francesco Castellese, 37enne (difeso da Cinzia Pecoraro).  I due, entrambi palermitani, sono accusati di rapina, violenza sessuale e lesioni.

I fatti risalgono all'agosto del 2018. Protagonista della vicenda una 22enne che era in vacanza a Palermo insieme alla sorella gemella e a un amico e alloggiava all’Hotel San Paolo. La notte di Ferragosto la ragazza dopo aver litigato con la sorella era uscita da sola. Da quanto ricostruito in seguito la giovane era ubriaca e in sede di incidente probatorio non ha ricordato come fossero andate le cose. Nel litigio con la sorella avrebbe riportato ferite e dopo aver fatto armi e bagagli aveva deciso di lasciare Palermo e andarsene in Belgio, nonostante la vacanza palermitana dovesse durare fino al 24 agosto.

Di notte, intorno all’una, ha quindi lasciato a piedi il San Paolo e ha percorso un lungo tratto ripresa da varie telecamere (poi visionate dai carabinieri). Dopo aver raggiunto il centro città si è fermata in un locale. Là ha incontrato i due palermitani che si sono offerti di portarla in aeroporto se lei avesse pagato loro la benzina. I due l’hanno accompagnata (alla guida c'era Castellese). Nel tragitto verso Punta Raisi ci sarebbe stato un approccio. I due hanno toccato il seno alla giovane colombiana e si sarebbero spinti oltre, fino a toccare le parti intime. I due hanno ammesso le proprie responsbilità, respingendo l'ipotesi della violenza sessuale. Faranno appello, quantomeno per ribaltare capo d'imputazione violenza sessuale

Dopo la notte da incubo la ragazza è stata abbandonata nelle campagne di Carini, all'alba. Quindi ha trovato la forza di fermare un passante e far scattare l’allarme ai carabinieri che l’hanno accompagnata in ospedale prima di ricostruire l’accaduto. Gli avvocati dei due uomini aspetteranno le motivazioni del giudice per fare appello, quantomeno per la violenza sessuale e lesioni (che potrebbero essere dovute alla colluttazione con sorella).

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