Il codice Provenzano e i pizzini di Binnu nel chiostro della questura

Al via una serie di incontri letterari con giornalisti, scrittori, registi, attori, magistrati ed esponenti del mondo culturale per una riflessione sul contrasto alle mafie

Sulla scia di quanto già felicemente sperimentato gli scorsi anni, anche durante questo scorcio estivo la Questura di Palermo aprirà le sue porte alla cittadinanza e metterà a disposizione il suo storico chiostro seicentesco per offrire al pubblico un percorso letterario, attraverso la realizzazione di una serie di incontri tematici con giornalisti, scrittori, registi, attori, magistrati ed esponenti del mondo culturale palermitano, incentrati sul tema del contrasto al fenomeno mafioso, attraverso i ricordi di quanti hanno vissuto i drammatici eventi che, in particolare negli anni 90, hanno interessato la città di Palermo. 

Importanti e particolarmente coinvolgenti i temi affrontati dagli ospiti che si sono avvicendati nel corso delle precedenti iniziative in un parterre d’eccezione: da Alessandro Galimberti, Presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Lombardia a Francesco Caringella, Consigliere di Stato ed autore, insieme al presidente dell’Autorità Nazionale Anticorruzione, Raffaele Cantone, del libro “La corruzione spiegata ai ragazzi che hanno a cuore il futuro del loro paese” che hanno offerto significativi spunti di riflessione su un tema di pregnante attualità, quale quello della corruzione; la scrittrice di origine siciliana Dacia Maraini che, accompagnata dal giornalista Felice Cavallaro e dall’attrice Isabella Ragonese ha trattato con il garbo e la profondità di pensiero che la contraddistinguono il fenomeno della violenza contro le donne; particolarmente interessanti i dibattiti sul fenomeno mafioso che hanno caratterizzato altri pomeriggi in Questura, che hanno avuto come protagonisti qualificati magistrati, giornalisti e scrittori impegnati su questo fronte.  

L’iniziativa di quest’anno si articolerà in cinque appuntamenti, secondo un ideale percorso letterario che offra agli spettatori importanti spunti di approfondimento e di  riflessione sulle scritture del reale e sulla rappresentazione delle città come teatro in cui si svolgono le storie.  Gli incontri si svolgeranno, appunto, all’interno del chiostro della Questura, saranno aperti al pubblico e trasmessi in diretta sulla pagina Facebook della Questura.

Il primo appuntamento ha visto protagonisti l’autore di narrativa poliziesca Francesco Recami, lo psichiatra Maurizio Montalbano, Direttore Sanitario dell’Asp di Palermo ed il Dr. Giovanni Pampillonia, Dirigente della Divisione Anticrimine della Questura di Palermo, i quali sapientemente moderati  dal giornalista/scrittore Gian Mauro Costa, si sono confrontati su alcuni aspetti connessi alla quotidianità del vissuto degli operatori di Polizia, in un ideale parallelismo con gli elementi di tale quotidianità tratteggiati nelle opere di narrativa poliziesca.

Il secondo appuntamento è fissato per lunedì 1 luglio, alle ore 18.30, con un incontro con Vincenzo Pirrotta, drammaturgo, attore e regista di teatro, protagonista di punta della nuova scena teatrale italiana. Il maestro Pirrotta porterà nel chiostro della Questura alcuni frammenti della sua opera teatrale “Binnu Blues”, il racconto musicato e dialogato del “Codice Provenzano”, ispirato al libro omonimo scritto dal Magistrato Michele Prestipino e dal giornalista di Repubblica Salvo Palazzolo, pubblicato dalla casa editrice Laterza. Il libro è un’analisi dei pizzini ritrovati al boss di “cosa nostra” arrestato dalla polizia l’11 aprile 2006: Pirrotta ripercorre e interpreta quelle parole, che raccontano gli affari, le complicità, il progetto di riorganizzazione mafiosa dopo le stragi del 1992.  Il tema sarà oggetto di un dibattito, cui interverranno, moderati dal giornalista Salvo Palazzolo, il Questore Renato Cortese, all’epoca Dirigente del cosiddetto “Gruppo Duomo” che ammanettò Provenzano, ed i Magistrati Marzia Sabella e Michele Prestipino, che coordinavano le indagini che portarono alla sua individuazione e cattura.

L’appuntamento successivo è fissato per mercoledì 3 luglio alle ore 18.30, sempre nel chiostro della Questura.
Moderati dal Vice Questore Piergiorgio Di Cara, Dirigente del Reparto Prevenzione Crimine della Sicilia Occidentale, nonché prolifico autore di narrativa poliziesca, interverranno all’incontro Salvo Toscano e Salvatore Lupo.
Toscano è un giornalista palermitano, autore di numerosi romanzi polizieschi, scrittore elegante e dalla grande capacità comunicativa; al centro del pomeriggio letterario che lo vedrà protagonista ci sarà il suo ultimo romanzo “Il mistero del cadavere nel barile”, che racconta un’indagine, ispirata ad un fatto di cronaca, svolta dal poliziotto italoamericano Joe Petrosino. 
Lupo, professore ordinario di Storia Contemporanea presso l’Università degli Studi di Palermo, è un prolifico ed apprezzato autore di saggi sulla storia della Sicilia, sul Fascismo e sull’Italia Repubblicana ed è considerato tra i più importanti studiosi di mafia in ambito nazionale. Nel corso della sua carriera è stato insignito di numerosi riconoscimenti di prestigio legati alle sue pubblicazioni sulla storia e sull’evoluzione del fenomeno mafioso.

Gli ulteriori appuntamenti si svolgeranno alla stessa ora e nel medesimo contesto del chiostro della Questura, martedì 9 e mercoledì 10 luglio.
 

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