Nasce il Comitato di lotta contro la chiusura del punto nascite di Petralia

Si moltiplicano le iniziative contro la decisione del ministero della Salute di chiudere la struttura. In agenda anche una fiaccolata che partirà dal bivio S. Elia per raggiungere l'ospedale

Foto archivio

Non si spegne la polemica per la decisione del ministero della Salute di chiudere il punto nascita di Petralia Sottana. Dopo le marce di protesta, gli appelli e la replica del ministro Lorenzin che ha ribadito l'inadeguatezza della struttura rispetto agli standard di sicurezza, si è costituito il "comitato di lotta per la difesa dell'ospedale di Petralia".

Ne fanno parte associazioni culturali, pro loco, associazioni teatrali, parrocchie, congregazioni dei nove comuni delle Madonie e la Cgil. "In questi giorni stiamo raccogliendo tantissime adesioni anche da parte di artisti, scesi a fianco della comunità delle Madonie - dice Lillo Spitale, della Cgil di Petralia - Nell'ambito delle iniziative per la riapertura del punto nascite, domenica abbiamo organizzato un presidio con la partecipazione di alcuni musicisti come Vadim Pavlov, primo violoncello del Bellini di Catania, pianisti, violinisti e la soprano Maria Russo".

La prima iniziativa in agenda è una fiaccolata che partirà venerdì alle 18.30 dal bivio S. Elia di Petralia per raggiungere l'ospedale e cingerlo in un simbolico abbraccio.

E' solo l'ultima delle iniziative messe in campo. I sindaci del comprensorio hanno anche dato vita a un corteo lungo l'autostrada A19 terminato davanti alla prefettura del capoluogo siciliano. Proprio a loro si è rivolto il ministro Lorenzin che, in una lunga lettera, ha spiegato le ragioni della chiusura. Il titolare del ministero ha anche rivolto un appello alla Regione Siciliana affinchè metta in campo "gli strumenti perché in tutte le zone dell’Isola le donne possano avere la garanzia di quegli standard di sicurezza che oggi fanno della sanità italiana uno dei Paesi più avanzati del mondo in cui fare nascere i bambini".

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