Quei 20 pullman bloccati, le ore di attesa, la sala vuota: "Piano Battaglia, una domenica di ordinaria follia"

Lo sfogo di Giovanni Faletra, gestore del Rifugio Marini: "Turisti rimasti a lungo in strada senza viveri e poi costretti a tornare indietro. Abbiamo perso tra ristorante e bar circa 4 mila euro. Qua la gente non vuole venire più..."

Il rifugio Marini

"Vi racconto una domenica di ordinaria follia". Inizia così lo sfogo di Giovanni Faletra, gestore del Rifugio Marini, a Piano Battaglia. Un gruppo di turisti bloccati dopo lunghe ore di attesa, il caos, la rabbia. "Vi mostro un'immagine (foto in basso) che ritrae una delle due sale da pranzo della nostra struttura, preparata per ospitare un gruppo di turisti, regolarmente, prenotati che ieri mattina da Porto Empedocle, dovevano raggiungere Piano Battaglia con due pullman appositamente noleggiati per una giornata da trascorrere sulla neve con relativo pranzo". Comincia così la cronaca di una giornata da incubo per Faletra.

"La mancanza di mezzi - dice il gestore del rifugio in una lettera inviata a PalermoToday - lo scarso coordinamento degli operatori che operano sul territorio e, lasciatemi dire, anche l'impreparazione di chi sovrintende all'ordine pubblico e alla viabilità a Piano Battaglia, hanno fatto sì che più di 20 autobus sono stati fermati all'altezza del Parco Avventura e invitati a ritornare indietro dopo lunghe ore di attesa. Qualcuno, ignaro della distanza da percorrere, non si è rassegnato allo stop e si è incamminato, a piedi, non sapendo degli otto chilometri da percorrere per raggiungere la destinazione".

Il Rifugio Marini è un rifugio alpino situato a quota 1620 metri in località Piano Battaglia, nel massiccio delle Madonie. La costruzione fu realizzata nel 1947 ed è proprietà del Club Alpino Italiano sezione Conca d'Oro di Palermo. "Ieri - dice Faletra - avevamo prenotazioni per 190 coperti e abbiamo servito 60 pasti perdendo tra ristorante e bar circa 4.000 euro senza poi contare lo spreco del cibo preparato che andrà buttato via: per una piccola economia come la nostra sono davvero tanti. I turisti sono rimasti per ore in aperta strada provinciale senza viveri, senza possibilità di servizi igienici e soprattutto senza nessun tipo di assistenza. Si sono ovviamente ripromessi di non tornare più a Piano Battaglia, non distinguendo i responsabili del disastro odierno".

Poi la chiusura: "Anche noi siamo fortemente amareggiati, lavoriamo da anni su questo territorio cercando di promuovere un turismo consapevole anche in inverno quando i problemi di Piano Battaglia si amplificano: la manutenzione delle strade, i servizi inesistenti e l'offerta ricettiva inadeguata rispetto alla domanda di posti letto. Ogni anno è sempre peggio, tante belle parole e braccia allargate. Chiuso l'episodio, ci chiediamo se qualcuno si adopererà per assicurare la piena fruibilità della località nel prossimo fine settimana o, invece, spererà che anche noi, così come gli altri operatori economici rimasti, desisteremo chiudendo l'attività rassegnandoci al triste destino che tanto le cose non cambieranno mai. Nonostante tutto, noi cercheremo di fare ancora la nostra parte".

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