Provenzano, un altro passo verso la revoca del 41 bis

La svolta è arrivata ieri: una decisione a sorpresa, quella della Direzione nazionale antimafia, in contrasto con la linea tenuta finora, che solo qualche settimana fa si era detta contraria alla sospensione del carcere duro

Bernando Provenzano fa un altro passo verso la revoca del 41 bis. Dopo le Procure di Palermo, Firenze e Caltanissetta anche la Direzione Nazionale Antimafia ha aperto alla revoca del carcere duro per l'ultimo padrino. Una decisione s sorpresa in contrasto con la linea tenuta finora dalla Dna, che solo qualche settimana fa si era detta contraria alla sospensione del 41 bis.

La svolta è arrivata ieri, quando davanti al tribunale di sorveglianza di Roma, che deve decidere se accogliere l'istanza dei legali del capomafia, il sostituto procuratore Gianfranco Donadio ha chiesto una nuova perizia sullo stato mentale del boss.

I periti hanno ribadito l'incapacità del boss a partecipare coscientemente al processo che resta sospeso fino a modifiche sostanziali delle sue condizioni. Donadio si è detto favorevole all'accoglimento della richiesta di revoca. Solo qualche mese fa la Direzione Nazionale aveva espresso parere negativo al Guardasigilli sostenendo che Provenzano è ancora capace di mandare messaggi all'esterno e quindi resta un soggetto pericoloso, requisito che la legge richiede per il mantenimento del regime detentivo speciale.

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