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Case contese tra poliziotti, arrivano gli sfratti: monta la protesta in Prefettura | VIDEO

Vedove di poliziotti e mogli di agenti in servizio hanno chiesto un incontro al Prefetto per districare la matassa relativa all'assegnazione di 139 alloggi tramite bando. Ma tra ricorsi al Tar, nuove graduatorie e il passaggio della competenza al Comune, la fine di questa storia sembra ancora lontana. "Oggi ci hanno risposto facendo 'spallucce' e scaricando ogni responsabilità sul Comune. Torneremo alla carica", spiegano i manifestanti

 

La vicenda inizia nel 1994, quando la Prefettura pubblicò un bando per assegnare le case a carabinieri, finanzieri e poliziotti. Dopo una prima graduatoria qualcuno degli esclusi presentò ricorso e nel 2000 arrivò la sentenza del Tar: bisognava rifare tutto. La nuova "classifica" degli aventi diritto venne pubblicata tre anni dopo senza essere mai applicata. Ma i vincitori della prima graduatoria, su invito della Prefettura, avevano già occupato le case corrispondendo l’indennità di occupazione allo Iacp.

Di questa storia se ne occupò anche la Regione, che in un emendamento di una legge regionale in cui veniva stabilito che chi abitava lì alla data del 31 dicembre, sulla base del verbale di consegna della prefettura e avendo i pagamenti in regalo, avesse diritto a quella casa. Nel 2012 il Comune, adeguandosi alla legge regionale e firmando alcune determine dirigenziali, si è allineato a quanto previsto dall’ultima sentenza del Tar che imponeva di seguire la graduatoria del 2003. L'Amministrazione comunale, dopo un nuovo ricorso sulla sentenza del Tar, ha preferito attendere il Consiglio di giustizia amministrativa.

In attesa di trovare il bandolo della matassa, però, sono arrivate le ordinanze di sfratto. "Ogni volta che qualcuno bussa alla porta e noi non attendiamo nessuno, ci prende l'ansia perchè potrebbero essere i vigili che devono sgomberarci. Abbiamo ottenuto dal Comune - spiegano i manifestanti - di rinviare tutto fino alla fine del 2017, nella speranza che la situazione si risolva. Noi abbiamo diritto a queste case, abbiamo vinto un regolare bando e dopo vent'anni - concludono - non abbiamo intenzione di lasciarle. Se qualcuno ha commesso degli errori, tocca adesso al Comune risolvere il problema. Ma noi da lì non usciamo".

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