C'è del ghiaccio in via Danimarca: aule freezer al liceo Galilei, studenti occupano la strada

Caldaia guasta, niente riscaldamento in classe: così i ragazzi hanno deciso di disertare le lezioni. La protesta: "Disagi che vanno avanti da un mese". E dopo la "rivolta" è spuntata anche la Digos perché alcuni residenti non riuscivano a passare con le auto

Gli studenti protestano davanti al Galilei

La caldaia è guasta, in classe si "muore" di freddo e gli studenti disertano le lezioni. E' successo questa mattina al liceo scientifico Galilei dove gran parte dei ragazzi è rimasta fuori dalla scuola di via Danimarca per protestare contro le lungaggini burocratiche che li vede costretti a stare in classe senza i riscaldamenti in barba alle basse temperature di questi giorni.

La storia inizia a marzo dello scorso anno quando la caldaia, ormai vecchia, ha tirato le cuoia lasciando senza impianto l’intero istituto. “Da normativa, i riscaldamenti sarebbero dovuti essere accesi il primo dicembre - spiega Andrea Patinella, rappresentante d’istituto del Galilei -. Dalla Provincia però nessuna risposta e centinaia di studenti da oltre un mese vivono una condizione di disagio”.

La preside Rosa Maria Rizzo ha fatto sapere agli alunni che la Città Metropolitana di Palermo ha appaltato i lavori di ripristino dell’impianto termico a una ditta e che i riscaldamenti andranno a regime dalla fine di gennaio, al massimo la prima settimana di febbraio. “La nostra protesta non era rivolta contro la preside, ma contro l’amministrazione che ci ha lasciato al freddo”, conclude Patinella.

Dopo le proteste di questa mattina, in via Danimarca è arrivata anche la Digos. “Sono arrivate cinque segnalazioni, probabilmente fatte da alcuni residenti che non avevano il passaggio delle auto libero - puntualizza il rappresentante degli studenti del liceo scientifico -. I poliziotti sono poi saliti su in presidenza per mediare con la preside. La nostra non era una protesta contro la scuola. Vogliamo sensibilizzare tutte le scuole che come oggi si trovano in queste condizioni per colpa di una burocrazia lenta”.

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"Con questa protesta - dice un'altra studentessa - vogliamo esprimere il nostro dissenso verso l’intero sistema scolastico. Sistema che privilegia sempre la quantità di lavoro alla sua qualità, il numero di giorni di lezione durante l’anno scolastico alla qualità delle condizioni in cui questi vengono trascorsi, la quantità di voti per materia necessari a quadrimestre al benessere degli studenti. Studenti costretti da questo sistema a limitare la protesta per un proprio diritto ad un solo giorno, onde evitare che il riconoscimento del proprio rendimento scolastico venga influenzato da note disciplinari e giorni di assenza da giustificare. Siamo persone - conclude - e non numeri. E per questo soffriamo il freddo. Persone che, di questi numeri, dovrebbero essere considerate ben più importanti".

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